Di Luca Franceschi
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Una maxi frode sul Superbonus per oltre mezzo miliardo di euro scoperta dalla Guardia di Finanza in Abruzzo rappresenta un ulteriore segnale dei danni collaterali provocati dal programma incentivi fortemente voluto dai governi precedenti. La misura, secondo le critiche avanzate, è stata caratterizzata da una gestione approssimativa e da una sostanziale carenza di controlli preventivi, che ha facilitato l’operato di speculatori e criminali.
Le risorse pubbliche dilapidate attraverso questa frode vengono oggi sottratte ai servizi essenziali destinati ai cittadini e alle comunità locali. L’Abruzzo, dunque, non risulta immune dagli effetti devastanti del buco di bilancio eredità delle precedenti amministrazioni.
Di fronte a questa situazione, è stato annunciato il deposito di un’interrogazione parlamentare presso la commissione Finanze con l’obiettivo di fare chiarezza sulla maxi frode da 560 milioni di euro, che rappresenta l’ennesimo scandalo a carico delle casse dello Stato. L’atto ispettivo intende approfondire le responsabilità politiche e amministrative che hanno permesso il verificarsi di simili fenomeni illeciti.
L’attuale governo, dal canto suo, continua a impegnarsi per riparare i danni accumulati nel corso degli anni precedenti e per mettere in sicurezza i conti pubblici attraverso una gestione più rigorosa delle risorse. Parallelamente, proseguirà anche la denuncia della fallimentarità delle precedenti politiche pubbliche, le cui conseguenze negative continuano a ripercuotersi sulla popolazione, sia a livello nazionale che regionale.
