Di Luca Franceschi
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Secondo i dati diffusi dall’Istat, il tasso di dispersione scolastica in Italia ha raggiunto un nuovo record positivo, scendendo all’8,2% nel 2025. Si tratta di un traguardo particolarmente significativo poiché consente al Paese di centrare l’obiettivo massimo del 9% fissato dall’Unione Europea con cinque anni di anticipo rispetto alla scadenza prevista.
Il risultato rappresenta il frutto del lavoro portato avanti dal ministro Valditara e dal sottosegretario Frascinetti nel corso dell’attuale legislatura. Il dato assume ancora maggior valore se confrontato con il passato: nel 2020, quando il governo era composto da Partito Democratico e Movimento Cinque Stelle, la dispersione scolastica raggiungeva il 14,2%, una cifra significativamente più elevata.
L’Italia guidata da Giorgia Meloni si posiziona oggi meglio di numerose altre importanti nazioni europee, tra cui la Germania e la Danimarca, dimostrando un impegno concreto nel contrasto all’abbandono scolastico. Le iniziative che hanno contribuito a questo risultato includono l’Agenda Sud, l’Agenda Nord e il decreto Caivano, strumenti attraverso i quali la scuola italiana si è avvicinata sempre più agli studenti, garantendo che nessuno venga lasciato indietro nel percorso educativo.
Nonostante i progressi registrati, rimane un ambito su cui concentrare ulteriormente l’attenzione: la dispersione scolastica tra gli studenti di cittadinanza straniera risulta ancora più elevata rispetto a quella dei coetanei italiani. Il tasso di abbandono tra i cittadini italiani si attesta infatti al 6,7%, evidenziando come il fenomeno della dispersione colpisca in misura maggiore la popolazione studentesca immigrata.
L’impegno dichiarato è quello di proseguire nel lavoro di riduzione della dispersione scolastica, con particolare attenzione alle fasce più vulnerabili. Secondo questa prospettiva, la scuola e coloro che la vivono quotidianamente sono tornati al centro dell’agenda politica nazionale con l’attuale governo.
