Di Luca Franceschi
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Fratelli d’Italia torna a sollecitare l’avanzamento della proposta di legge sulla prevenzione al suicidio in Commissione Affari Sociali, chiedendo che si proceda alla votazione dei relativi emendamenti. La richiesta arriva in una giornata particolarmente significativa, dedicata proprio alla salute mentale materna, e si basa su numeri che destano profonda preoccupazione.
I dati diffusi dall’Istituto superiore della sanità a fine 2025, che coprono il decennio 2011-2021, rivelano un quadro allarmante: nel periodo considerato si sono registrati 776 decessi per suicidio tra le neo-mamme, con un’incidenza del 16,1%, superiore di quattro punti percentuali rispetto al sessennio precedente. Questo fenomeno ha assunto dimensioni tali da rappresentare la prima causa di morte per questa categoria di donne.
La drammaticità della situazione non può essere ridotta unicamente alla depressione post-partum, considerata come una conseguenza fisiologica naturale del parto. È necessario uno sguardo più articolato e complesso sul fenomeno, che vada oltre questa interpretazione semplicistica.
Sebbene il Governo Meloni e molte regioni, in primo luogo il Piemonte, abbiano finalmente avviato misure di sostegno rivolte alle neo-mamme e alle donne che desiderano una gravidanza, occorre aggiungere un elemento specifico volto a prevenire questi decessi e garantire alle donne un supporto anche su questo aspetto critico.
Secondo quanto rilevato dall’ospedale Sant’Anna di Torino, il 10-12% dei casi presenta una sintomatologia evidente di depressione. Questo dato è significativo perché dimostra che è possibile intervenire sia socialmente che clinicamente molto prima che maturi una decisione così estrema. L’intervento precoce diventa dunque fondamentale.
La soluzione richiesta passa attraverso il sostegno a forme integrate di prevenzione, a partire dall’implementazione di screening specifici sulla salute mentale perinatale. È pertanto indispensabile che le regioni vengano sollecitate a istituire almeno un centro dedicato alla prevenzione del suicidio, così come previsto dalla proposta di legge, capace di affrontare in maniera particolare e specifica una problematica che presenta troppe sfaccettature per continuare a essere gestita con gli approcci attuali.
La visione sottostante a questa rivendicazione è quella di considerare ogni bambino come un dono, così come la sua mamma. Serve dunque un impegno sincero nel sostenere la maternità senza giudizi, pregiudizi e tabù, affrontando il tema del suicidio con la serietà che merita, almeno all’interno delle sedi parlamentari dove le decisioni vengono prese.
