Di Luca Franceschi
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Roberto Hamza Piccardo, uno dei fondatori dell’UCOII, ha lanciato un appello ai tre milioni di elettori musulmani italiani per votare No al referendum sulla giustizia. L’associazione da lui coffondata mantiene stretti legami con i Fratelli Musulmani e Piccardo è considerato uno dei leader più influenti della comunità islamica nel nostro paese. La sua motivazione, secondo quanto dichiarato, sarebbe quella di mantenere l’ordinamento giuridico così com’è attualmente strutturato.
Sara Kelany, deputato di Fratelli d’Italia e responsabile del dipartimento immigrazione del partito, critica duramente questa posizione. Kelany sottolinea come Piccardo abbia beneficiato personalmente dall’assetto attuale del sistema giudiziario italiano, riuscendo a evitare l’espulsione nonostante i suoi documentati legami con ambienti fondamentalisti e le dichiarazioni a favore di organizzazioni terroristiche come Hamas.
Kelany traccia un parallelo significativo con la politica italiana: se un appello simile provenisse dai vertici della Chiesa cattolica, le opposizioni di sinistra griderebbero immediatamente all’ingerenza e alla violazione del principio di laicità dello Stato. Secondo il deputato, occorre valutare la coerenza delle forze di sinistra schierate per il No rispetto a questi principi fondamentali.
Il responsabile del dipartimento immigrazione di FdI ricorda inoltre le simpatie di Piccardo verso movimenti terroristici, dalle organizzazioni palestinesi al regime iraniano di Khamenei. Per questo motivo, Kelany chiede esplicitamente alle forze progressiste di prendere pubblicamente distanza da qualsiasi endorsement proveniente da esponenti che appoggiano il terrorismo internazionale.
Kelany conclude affermando che il silenzio dei movimenti contrari al referendum sarebbe interpretato come disponibilità ad accettare il sostegno di ambienti legati a organizzazioni estremiste, ritenuto inaccettabile sul piano dei valori democratici e della sicurezza nazionale.
