Di Luca Franceschi
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I componenti di Fratelli d’Italia della Commissione Vigilanza Rai hanno espresso preoccupazione per le dichiarazioni attribuite a Sigfrido Ranucci, riportate da La Verità, secondo cui nella televisione pubblica sarebbero presenti massoni e esponenti della criminalità organizzata. Gli esponenti del partito hanno definito queste affermazioni come “gravissime” e “pesantissime”, sottolineando che si tratta di accuse mosse da un dirigente nei confronti della sua stessa azienda, capaci di gettare “ombre inquietanti” sulla Rai.
Secondo i rappresentanti di Fratelli d’Italia, di fronte a tali dichiarazioni si pone un dilemma cruciale. Da un lato, Ranucci dovrebbe uscire pubblicamente alla luce e presentare denunce specifiche sulla presenza della massoneria e della criminalità organizzata all’interno della Rai. Dall’altro, l’azienda avrebbe il dovere di difendersi dalle accuse definite “infamanti” e “gravemente lesive” della sua reputazione, intervenendo direttamente nei confronti del conduttore.
I componenti della commissione hanno sottolineato l’importanza del contesto istituzionale, ricordando che la Rai rappresenta un’azienda di Stato e che qualsiasi danno alla sua immagine si ripercuote inevitabilmente sull’Italia nel suo complesso. In considerazione della serietà delle affermazioni in questione, gli esponenti di Fratelli d’Italia hanno ritenuto fondamentale fare chiarezza nel più breve tempo possibile.
