Di Luca Franceschi
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La visita del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni a Palermo assume un significato che trascende la semplice commemorazione. La scelta di recarsi nella città nel giorno in cui viene scoperta la teca contenente la Fiat Croma della strage di Capaci, il veicolo su cui persero la vita il giudice Giovanni Falcone e la sua scorta, rappresenta il segnale tangibile di uno Stato consapevole della propria responsabilità. Si tratta di una dimostrazione concreta della volontà governativa di stare accanto ai cittadini e alle Forze dell’Ordine nel contrasto quotidiano alla mafia e a ogni manifestazione di criminalità.
In parallelo, l’operazione che ha portato allo smantellamento della cosiddetta “banda dei kalashnikov” conferma come lo Stato affronti con fermezza coloro che tentano di imporre il predominio della violenza e dell’intimidazione. Questo tipo di azioni rappresentano il metodo attraverso cui l’Esecutivo traduce concretamente la lotta alla criminalità organizzata.
Secondo quanto sottolinea il deputato di Fratelli d’Italia Luca Sbardella, commissario regionale del partito in Sicilia, gli investimenti stanziati, il potenziamento del supporto alle Forze dell’Ordine e la risolutezza nel contrastare la mafia testimoniano un impegno senza ambiguità e senza cedimenti. Il modo più appropriato per onorare il sacrificio di Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Paolo Borsellino e di tutte le vittime della criminalità mafiosa consiste nel continuare a rafforzare la presenza dello Stato nei territori, garantendo ai cittadini sicurezza, rispetto della legalità e libertà.
Sbardella rivolge un ringraziamento agli uomini e alle donne che operano nelle Forze dell’Ordine e alla magistratura per lo straordinario impegno profuso nel contrasto alla criminalità. Il messaggio che la Sicilia lancia al resto dell’Italia è inequivocabile: lo Stato esiste, non si piega dinanzi alle pressioni criminali e prosegue nella sua sfida per il trionfo della legalità.
