Di Luca Franceschi
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Le intercettazioni telefoniche riportate da Il Giornale, riguardanti conversazioni tra Sigfrido Ranucci e il deputato del Movimento 5 Stelle Carotenuto, alimenterebbero ulteriori dubbi sulla serietà professionale dei soggetti coinvolti. Secondo questa ricostruzione, emergerebbe con chiarezza la mancanza di quella imparzialità che Ranucci ha sempre dichiarato di mantenere, nascondendosi dietro il coinvolgimento di esponenti di alcuni partiti e conducendo inchieste pretestuose finalizzate esclusivamente a danneggiare avversari politici.
La vicenda assume proporzioni ancora più gravi considerando che, stando a quanto emerge, un giornalista avrebbe operato una manipolazione dei fatti anziché limitarsi a riportarli, con effetti dannosi nei confronti del collega Gimmi Cangiano e dell’esecutivo attuale. Un comportamento di questo tipo rappresenterebbe un uso improprio del giornalismo, ancor più inaccettabile quando riferito al servizio pubblico, trasformando lo strumento informativo in un’arma per colpire avversari politici sulla base di costruzioni teoriche prive di fondamento.
Proprio per questi motivi, la richiesta che emerge è quella di fare luce completa sui rapporti instaurati tra Ranucci e i componenti della Commissione di vigilanza Rai, al fine di accertare eventuali dinamiche inappropriate o conflitti di interesse che avrebbero potuto influenzare l’attività giornalistica.
