(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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“L’annuncio della Francia di voler vietare l’accesso ai social network ai minori di 15 anni testimonia un interesse diffuso alla risoluzione del problema e la validità e l’urgenza della proposta di legge che ho presentato lo scorso giungo, volta a contrastare l’abuso dei dispositivi elettronici tra i giovanissimi e arginare i fenomeni di dipendenza tecnologica che colpiscono oltre il 25% degli adolescenti italiani.”
Ciò è quanto dichiara l’On. Riccardo Zucconi, Segretario d’Aula e membro della X Commissione Attività Produttive, alla notizia della volontà dell’Eliseo di voler accelerare l’iter legislativo affinché il divieto di utilizzo dei social network per i minori di 15 anni possa entrare in vigore già il prossimo settembre, all’inizio del nuovo anno scolastico, facendo così diventare la Francia il primo paese dell’Unione europea a introdurre, sulla scia dell’Australia, un divieto così netto per tutelare la salute psichica e le relazioni sociali dei più giovani.
“Ritengo che sia nostro dovere approfondire gli strumenti possibili per sottrarre la corretta maturazione di nostri giovani allo strapotere degli algoritmi che spesso coartano la salute mentale degli adolescenti. La mia proposta di legge, – continua l’esponente di FDI -se approvata, porrebbe l’Italia all’avanguardia in Europa, fissando a 16 anni il limite per l’accesso ai social e introducendo il controllo parentale obbligatorio, oggi facoltativo, per i minori di 14 anni che accedono ad internet.
Come sta accadendo in Francia e come già fatto in Australia, e presto anche in Inghilterra, anche noi dobbiamo puntare ad un uso progressivo e consapevole dei social network per contrastare cyberbullismo, disturbi della personalità e calo del rendimento scolastico nei giovanissimi. Non ci pare utile continuare a permettere che le piattaforme straniere operino in un vuoto normativo a discapito dei nostri ragazzi.
La nostra – conclude l’On. Zucconi – è una battaglia di civiltà che trova ormai un consenso trasversale internazionale: proteggere i minori significa anche garantire loro un futuro libero dalle dipendenze tecnologiche, significa garantire il futuro alla nostra Nazione.”
