Di Luca Franceschi
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Riccardo De Corato, deputato di Fratelli d’Italia e vice presidente della Commissione Affari Costituzionali della Camera, interviene sulla vicenda dell’omicidio di Gianluca Ibarra, avvenuto nella notte del 27 maggio presso la Stazione di Certosa a Milano. Tra gli indagati per il delitto figura il ventenne trapper ‘Reyomar’.
De Corato auspica che qualora gli inquirenti dovessero attribuire effettivamente le responsabilità al giovane, la magistratura infligga pene severe e proporzionate alla gravità del crimine.
L’esponente di centrodestra richiama l’attenzione su un problema più ampio, facendo riferimento al caso del trapper “Baby Gang”, personaggio con precedenti penali significativi e plurirecidivo. Quest’ultimo ha violato ripetutamente le misure cautelari a suo carico, evadendo dagli arresti domiciliari e dalle comunità terapeutiche, oltre a omettere il monitoraggio del braccialetto elettronico.
De Corato sottolinea come nonostante il giudice abbia riconosciuto una spiccata pericolosità di “Baby Gang”, la condanna inflitta di recente sia risultata particolarmente lieve, ammontando a soli due anni e otto mesi.
Secondo il deputato, le sanzioni applicate risultano insufficienti per soggetti che, oltre a commettere reati in modo ricorrente, dispongono di milioni di follower sui social media e rischiano così di costituire cattivi esempi per le nuove generazioni, le quali potrebbero essere indotte a imitarne i comportamenti devianti.
