Di Luca Franceschi
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Il deputato di Fratelli d’Italia Sara Kelany, responsabile immigrazione per il partito, torna a criticare le decisioni dei magistrati in materia di asilo e rimpatri di migranti. Al centro della polemica un caso specifico citato dalla premier Giorgia Meloni: quello di un migrante condannato per violenza sessuale di gruppo che la Corte d’Appello ha disposto il rientro in Italia a fronte di una domanda di asilo presentata successivamente.
Secondo Kelany, il comportamento della magistratura rappresenta un’interpretazione ideologica della legge. Rileva come il migrante in questione abbia commesso reati in Italia a partire dal 2014 e abbia presentato istanza di asilo solo nel 2026, suggerendo che la richiesta potrebbe essere strumentale per evitare l’allontanamento dal territorio nazionale.
Il parlamentare di Fratelli d’Italia sottolinea che decisioni di questo tipo, insieme ad altri episodi precedenti, contribuiscono a delineare un quadro preoccupante. Richiama inoltre l’attenzione sull’inchiesta della Procura di Ravenna riguardante medici che avrebbero redatto certificati falsi per facilitare l’uscita di migranti dai centri di permanenza temporanea, apparentemente motivati da ragioni etiche.
Kelany denuncia quella che definisce un’opposizione sistematica ai provvedimenti dell’esecutivo riguardanti sicurezza e contrasto all’immigrazione. Invoca un richiamo alla responsabilità, avvertendo che sarebbe inaccettabile anteporre l’ideologia sull’immigrazione alla tutela della sicurezza dei cittadini italiani.
