Di Luca Franceschi
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Il parere dell’avvocato generale della Corte di giustizia dell’Unione europea rappresenta una conferma di quanto sostenuto da tempo: l’accordo siglato tra Italia e Albania risulta pienamente compatibile con la normativa europea. A sostegno di questa posizione, pochi giorni fa una delegazione di deputati di Fratelli d’Italia si è recata direttamente in Albania per effettuare una verifica delle condizioni dei centri di permanenza per il rimpatrio.
La delegazione ha potuto constatare personalmente che le strutture sono operative, ben organizzate e funzionanti, operando nel pieno rispetto degli standard internazionali previsti. Una situazione concreta che risulta notevolmente diversa dalla narrazione che è stata veicolata da certi ambienti della sinistra politica e da quelli che sono ormai noti come ambienti giudiziari ostili al governo.
I fatti continuano a smentire una propaganda di carattere ideologico che ha tentato sistematicamente di bloccare l’implementazione di un modello innovativo per la gestione dei flussi migratori. L’Italia ha dimostrato invece che è possibile perseguire contemporaneamente legalità, sicurezza e rispetto dei diritti umani, anche attraverso accordi internazionali che siano seri e concreti nella loro applicazione.
Questa pronuncia della Corte costituisce una sconfitta politica per coloro che hanno apertamente sostenuto posizioni contrarie all’interesse nazionale allo scopo di attaccare l’azione del Governo. L’esecutivo continuerà a procedere con determinazione, contando sul sostegno della cittadinanza e ricevendo ora anche un autorevole riscontro da parte delle istituzioni europee.
A dichiarare ciò è Giangiacomo Calovini, deputato di Fratelli d’Italia e Capogruppo in Commissione Esteri, commentando la notizia diffusa da Bruxelles.
