Di Luca Franceschi
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Il Giornale ha pubblicato un documento esclusivo del tribunale di Palermo che rivela come il giudice Borsellino, il 18 luglio 1992, il giorno precedente al suo assassinio nella strage di via D’Amelio, prelevò un fascicolo relativo all’omicidio commesso da Cosa Nostra ai danni di Ranieri Luigi, un noto imprenditore palermitano collegato al sistema degli appalti. Secondo quanto riportato dalla testata, il fascicolo risulterebbe poi scomparso, non essendo stato restituito tra gli altri documenti.
Questo rappresenterebbe un’ulteriore conferma che Borsellino stava conducendo indagini sul dossier riguardante i rapporti tra mafia e appalti, un’inchiesta sulla quale, ancora a distanza di più di trent’anni, qualcuno continuerebbe a tentare di gettare discredito.
Sara Kelany, deputato di Fratelli d’Italia e membro della commissione Antimafia, ha rivolto un appello al senatore Scarpinato affinché cessi di delegittimare la commissione antimafia utilizzandola come protezione personale, e che venga invece a riferire in aula tutto ciò che conosce riguardo agli eventi che si verificarono nei giorni compresi tra la strage di Capaci e quella di via D’Amelio.
Kelany ha inoltre invitato Scarpinato e l’intero Movimento Cinque Stelle a prendere le distanze dalle affermazioni ritenute vergognose pronunciate da Gioacchino Natoli, il quale si sarebbe permesso di offendere gravemente la memoria di Borsellino e la sua famiglia.
Il deputato di Fratelli d’Italia ha concluso dichiarando determinazione nel proseguire la ricerca della verità, affermando che non si lascerà intimidire da alcun tentativo di ostacolo, nonostante le pressioni esercitate.
