Di Luca Franceschi
///
La risoluzione presentata oggi in Assemblea risponde a una situazione internazionale caratterizzata da crescenti tensioni e instabilità in zone strategiche per la sicurezza euro-mediterranea. Le azioni missilistiche dell’Iran rivolte verso diversi Paesi della regione richiedono un’attenta valutazione delle conseguenze per la sicurezza globale e per la protezione degli interessi italiani. In questo contesto, l’orientamento dell’Esecutivo si inserisce in una linea di coerenza con le posizioni precedentemente assunte dal Parlamento in merito all’autorizzazione e al prolungamento delle operazioni internazionali.
Secondo Fabrizio Comba, deputato di Fratelli d’Italia che è intervenuto in Aula, le informative fornite dal Ministro della Difesa Guido Crosetto e dal Ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani si sono caratterizzate per un contenuto di assoluto rilievo. La principale responsabilità di uno Stato consiste nella difesa dei propri cittadini e del personale dispiegato all’estero, e su questo versante i due ministeri hanno operato con prontezza, metodicità e serietà.
La presenza di personale militare italiano negli Emirati Arabi Uniti, in Kuwait e in Qatar rientra in un quadro consolidato di cooperazione internazionale nel settore della sicurezza e della difesa, volto a sostenere le missioni internazionali e a favorire la stabilizzazione di una regione fondamentale per gli equilibri energetici e commerciali mondiali.
Non viene istituita alcuna nuova missione né si modifica il quadro normativo delle autorizzazioni precedentemente conferite dal Parlamento. Si prevede esclusivamente il rafforzamento dei sistemi di protezione e sorveglianza degli assetti italiani già presenti nella zona, mediante il possibile dispiegamento o riposizionamento di dispositivi di difesa aerea, antimissilistica e di monitoraggio, sempre nei limiti geografici e operativi determinati dal mandato parlamentare.
L’azione è completamente in linea con un approccio caratterizzato da equilibrio, responsabilità istituzionale e rigoroso osservanza delle normative e delle procedure che regolano l’operato internazionale del Paese.
