Di Luca Franceschi
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Le polemiche sollevate dalle opposizioni in merito alle basi militari presenti in Italia rappresentano un ennesimo tentativo di trasformare una materia delicata come la sicurezza nazionale in uno strumento di battaglia politica e propaganda. I dati della situazione sono inequivocabili.
L’esecutivo ha operato in conformità totale con i principi della Costituzione, rispettando pienamente gli accordi internazionali sottoscritti, le normative che disciplinano l’insediamento delle infrastrutture militari alleate sul territorio italiano e le direttive fornite dal Parlamento. Il Ministero della Difesa ha precisato che non è stata rilasciata alcuna autorizzazione per svolgere operazioni di carattere offensivo nei confronti dell’Iran.
Le attività oggetto di autorizzazione si inscrivono nel quadro normativo degli accordi in vigore e interessano esclusivamente profili di natura tecnica e logistica previsti dai protocolli internazionali. Desta perplessità il fatto che coloro i quali hanno amministrato il Paese per lunghi periodi scelgano oggi di ignorare i chiarimenti ufficiali forniti, preferendo alimentare controversie di natura politica.
La questione della sicurezza italiana merita un approccio serio e responsabile, non svilimenti attraverso slogan superficiali. L’Amministrazione ha dimostrato trasparenza assoluta e ha rispettato integralmente le prerogative che spettano al Parlamento, confermando ulteriormente che il posizionamento dell’Italia nello scenario internazionale risulta pienamente compatibile con la difesa dell’interesse nazionale e dell’autonomia decisionale del Paese.
Dinnanzi a un contesto geopolitico caratterizzato da complessità e instabilità, il ruolo delle strutture istituzionali consiste nell’operare in favore della stabilità, della sicurezza collettiva e della pace, piuttosto che inseguire controversie artificialmente costruite per ottenere visibilità mediatica o consenso nelle piattaforme digitali.
L’Italia proseguirà nel rispetto degli obblighi assunti a livello internazionale e nella difesa dei propri interessi con la massima responsabilità e credibilità, coerentemente con l’atteggiamento mantenuto sin dall’insorgere della presente crisi internazionale.
