(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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“E’ una pessima notizia non solo per Taranto ma per tutto il Paese il rigetto da parte del gip del Tribunale cittadino all’istanza di dissequestro per l’altoforno 1 presentata dall’ex Ilva.
Un nuovo stop per nuovi accertamenti, a 9 mesi dall’incidente di maggio 2025, che va a pesare sulle casse dello Stato e dunque sulle tasche dei cittadini.
Parliamo di circa 2,5 miliardi di euro al giorno in cui si sommano i danni per il mancato funzionamento dell’impianto, i costi per il mancato fatturato e per la cassa integrazione dei dipendenti.
Purtroppo la lentezza della giustizia si scontra con l’urgenza di rilanciare il polo produttivo per recuperare competitività.
Un obiettivo che il governo sta perseguendo con determinazione nonostante la procura di Taranto sembri remare in senso opposto.
Ancora una volta emergono le falle di un sistema giudiziario che a causa della propria nerzia danneggia l’Italia e che, pertanto, va assolutamente riformato votando Sì al referendum del prossimo 22 e 23 marzo”.
