Di Luca Franceschi
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Cristina Almici, deputata di Fratelli d’Italia, accusa la sinistra di incoerenza sulla questione dei rimpatri dei migranti irregolari. Secondo l’esponente di FdI, le forze progressiste hanno ostacolato per anni l’attuazione effettiva delle espulsioni e ora contestano le nuove misure europee che mirano a rendere operative le regole esistenti.
La parlamentare commenta il voto della Commissione LIBE del Parlamento europeo sul regolamento rimpatri, sottolineando come la decisione rappresenti un’approvazione della linea portata avanti dall’Italia e dal governo Meloni. Secondo Almici, questa posizione sta diventando sempre più la strada che l’Europa intende seguire nel governare i flussi migratori.
Almici rilancia l’accusa di ipocrisia verso gli avversari politici, evidenziando come la sinistra abbia gestito per anni le politiche migratorie europee senza riuscire a rendere concreti i rimpatri. A suo avviso, le forze progressiste hanno inoltre sostenuto accordi con Paesi terzi quando risultava conveniente dal punto di vista politico, per poi contestare oggi strumenti che servono unicamente al rispetto delle norme.
I centri di gestione esterna dei rimpatri e la cooperazione con Paesi terzi, sostiene la deputata, sono finalizzati a superare un sistema che ha prodotto immigrazione irregolare, traffico di esseri umani e rimpatri inefficaci. Almici auspica che i centri previsti in Albania possano operare pienamente, senza impedimenti di natura ideologica e possibilmente con la collaborazione dell’apparato giudiziario.
Per Almici non esiste nulla di disumano nel garantire il rispetto delle regole. Al contrario, definisce vera disumanità quella rappresentata da anni di inazione durante i quali migliaia di persone sono rimaste in balia dei trafficanti. La soluzione, conclude, passa per flussi controllati, immigrazione regolare e sostenibile, compatibile con le necessità economiche e sociali dei Paesi europei.
