Di Luca Franceschi
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Il deputato Alessandro Urzì, capogruppo di Fratelli d’Italia in Commissione Affari Costituzionali, ha espresso una dura critica nei confronti dell’opposizione, denunciando le modalità utilizzate nel dibattito politico nei confronti del presidente del consiglio.
Secondo Urzì, le allusioni sessuali formulate dall’ex capogruppo dei Cinque Stelle Francesco Silvestri riguardanti le posizioni assunte dalla premier Meloni rappresentano un episodio particolarmente grave. A destare ancora maggiore preoccupazione, tuttavia, è stato il silenzio che ha accompagnato tali dichiarazioni, se non addirittura l’approvazione manifestata dagli esponenti dello schieramento di sinistra.
Il componente di Fratelli d’Italia sostiene che si sia ormai superato il limite della legittima dialettica politica e della critica costruttiva. Quanto accaduto viene qualificato come una vera e propria aggressione morale rivolta sia alla figura istituzionale che alla persona del presidente del consiglio.
Urzì interpreta questi atteggiamenti aggressivi come l’espressione di un’invidia che corrode l’opposizione. A suo giudizio, tale violenza verbale, inclusa quella di natura sessuale, deriverebbe dal risentimento nei confronti del fatto che il centrodestra ha espresso il primo premier donna, risultato che la sinistra con la sua retorica femminista non avrebbe mai conseguito.
Tuttavia, il deputato ribadisce con fermezza che le considerazioni appena esposte non costituiscono alcuna giustificazione per la condotta ritenuta indegna tenuta da Francesco Silvestri. Urzì conclude il suo intervento interrogandosi su quali siano i tempi di attesa per un provvedimento disciplinare da parte di Giuseppe Conte nei confronti del politico dei Cinque Stelle.
