Di Luca Franceschi
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Secondo il deputato di Fratelli d’Italia Mauro Malaguti, i recenti episodi di violenza che hanno colpito la Francia e l’Italia rappresentano fenomeni emblematici della radicalizzazione jihadista. L’attacco di Parigi, in cui un uomo armato di coltello ha ferito tre giovani donne, di cui una in gravidanza, mentre gridava invocazioni religiose, e il caso della donna morta a Modena dopo essere stata investita, evidenziano una matrice comune caratterizzata dall’odio verso l’Occidente.
Malaguti sottolinea un aspetto inquietante di questi eventi: gli autori dei crimini spesso affermano di trovarsi in uno stato confusionale e di non ricordare o comprendere cosa li abbia spinti ad agire. Il deputato evidenzia come questa circostanza possa rappresentare una strategia difensiva, dato che i gruppi terroristici offrono talvolta compensi economici alle famiglie degli attentatori.
Emerge quindi un dubbio fondamentale: potrebbe convenire ai responsabili di questi attentati essere dichiarati affetti da infermità mentale piuttosto che essere processati per omicidio premeditato, accedendo così a un trattamento giudiziario più favorevole rispetto al riconoscimento di un crimine terroristico.
Il parlamentare di Fratelli d’Italia ricollega questi fenomeni contemporanei alle teorie dello storico Oswald Spengler, il quale aveva teorizzato una profonda crisi intrinseca della società occidentale, caratterizzata da una fragilità politica strutturale che la renderebbe vulnerabile a fenomeni di destabilizzazione come quelli terroristici.
