Di Luca Franceschi
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Salvatore Deidda, deputato di Fratelli d’Italia e presidente della commissione Trasporti, ha espresso soddisfazione per la richiesta formale presentata congiuntamente dalle Regioni Sardegna e Corsica per ottenere una moratoria sull’applicazione della direttiva ETS (Emissions Trading System) al trasporto marittimo. Secondo Deidda, questa iniziativa rappresenta un passo coraggioso perfettamente coerente con la “Strategia per le Isole” che il governo sta perseguendo per proteggere i territori insulari da normative europee potenzialmente gravose.
L’esponente di FDI sostiene che applicare meccanicamente l’ETS sui collegamenti marittimi verso le isole non costituisce una misura ambientale autentica, bensì una tassa occulta che incide sul diritto alla mobilità, sulla logistica e sulla continuità territoriale, danneggiando le economie locali. A suo giudizio, è fondamentale opporsi a una normativa che penalizzerebbe cittadini e imprese.
Il dibattito cruciale sulla revisione della direttiva ETS inizierà il 15 luglio a Bruxelles. Deidda auspica che in quella sede si formi un fronte unitario, sottolineando che non deve trattarsi esclusivamente di una battaglia per i territori insulari, ma di una battaglia di interesse nazionale a tutela del sistema logistico e produttivo italiano nel suo complesso.
La vera questione, secondo Deidda, è se l’Italia saprà presentarsi unita in Europa per difendere i propri interessi. Fratelli d’Italia, in qualità di forza di governo, dichiara di essere in prima linea per proteggere i territori nazionali. Tuttavia, Deidda pone un interrogativo diretto verso lo schieramento di sinistra, chiedendosi se il Partito Democratico sosterrà questa rivendicazione a favore di cittadini e lavoratori oppure continuerà a sostenere posizioni ideologiche rigide, come suggerito dalle dichiarazioni della segretaria del partito sulla non sospensione dell’ETS.
Concludendo il suo intervento, Deidda invita la sinistra a abbandonare le posizioni ideologiche e a schierarsi concretamente dalla parte dell’Italia reale e dei suoi interessi economici e sociali.
