Di Luca Franceschi
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Massimo Ruspandini, vicecapogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, rivolge pesanti critiche all’ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte sulla gestione dell’emergenza Covid. Secondo il parlamentare, Conte dichiara disponibilità al chiarimento ma, non rassegnando le dimissioni come richiesto dal presidente Lisei e dai deputati Buonguerrieri e Filini, non crea le condizioni necessarie per affrontare realmente la questione.
L’esponente di Fratelli d’Italia sostiene che l’ex presidente sostiene di aver riferito tutto, ma che questa affermazione sarebbe contraddetta dai fatti. Ruspandini pone una serie di domande specifiche sulla condotta di Conte, in particolare riguardo al patrimonio destinato all’Italia da parte dell’Unione delle comunità islamiche, sulla quale non esisterebbe alcuna rendicontazione tracciabile.
Inoltre, il vicecapogruppo contesta le affermazioni di Conte secondo cui non avrebbe indirizzato i propri clienti dello studio legale verso altri professionisti. Ruspandini sostiene infatti che almeno una delle pratiche gestite dall’ex premier sarebbe stata trasferita al collega di studio avv. Luca Di Donna, con il sospetto che ve ne siano altre ancora non svelate pubblicamente.
Il parlamentare di Fratelli d’Italia conclude il proprio intervento rivolgendo domande retoriche a Conte: perché mente, di cosa ha paura, cosa sta tentando di nascondere. Ruspandini esorta quindi l’ex presidente a smettere di agire come avvocato di se stesso, come farebbe un legale nel proteggere i propri interessi, e invece di diventare finalmente l’avvocato del popolo che ha sempre professato di rappresentare.
