Di Luca Franceschi
///
Secondo quanto emerso dall’audizione odierna della commissione Covid, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli avrebbe emesso certificati di analisi fuorvianti e irregolari che attestavano l’idoneità dei dispositivi di protezione. A riferirlo è stato il tenente colonnello della Guardia di Finanza Alberto Raffaele Cavallo, già comandante del II Gruppo di Trieste, il quale ha evidenziato come le Dogane non fossero tecnicamente in grado di effettuare tutti gli esami necessari per legge per comprovare la conformità delle mascherine.
Sulla base di questi certificati irregolari, i funzionari delle Dogane procedevano allo sdoganamento dei dispositivi di protezione, con il concreto rischio di immettere nel mercato mascherine inidonee o potenzialmente pericolose per la salute dei cittadini.
Ulteriori dettagli problematici sono venuti alla luce nel corso dell’inchiesta. Un chimico che operava nei laboratori dell’ente avrebbe segnalato tali irregolarità e si sarebbe rifiutato di sottoscrivere ulteriori certificati attestanti l’idoneità dei dispositivi. Nonostante ciò, presumibilmente certificati simili sarebbero stati comunque emessi con le firme di altri operatori.
La deputata Alice Buonguerrieri, capogruppo di Fratelli d’Italia in commissione Covid, ha sottolineato la gravità dei fatti riscontrati in danno alla salute dei cittadini. Ha inoltre annunciato che sarà verificata l’azione condotta dalla Procura di Trieste, la quale ad oggi non ha fornito né atti né documenti alla commissione che gliene aveva richiesto relativamente al procedimento aperto in seguito all’attività della Guardia di Finanza.
