Di Luca Franceschi
///
Gli eventi verificatisi ieri a Bologna rappresentano un momento che invita a riflettere profondamente sulla coerenza delle scelte organizzative. Il sindacato di Polizia SILP CGIL aveva reso noto sul proprio sito internet l’intenzione di aderire alla manifestazione bolognese che, come purtroppo facilmente prevedibile, si è trasformata anche in una protesta diretta contro la Polizia e contro i due agenti che erano intervenuti in risposta a una richiesta di cittadini i quali avevano segnalato una situazione ritenuta pericolosa. La manifestazione ha registrato momenti di tensione, con danni materiali, lanci di oggetti verso le Forze dell’ordine e insulti gravi. Nel bilancio finale anche cinque agenti sono rimasti feriti. Successivamente, la comunicazione relativa all’adesione è stata eliminata dal sito del sindacato.
Sorge spontaneamente un interrogativo: può l’ideologia prevalere sulla missione istituzionale che contraddistingue un’organizzazione che ha il compito di rappresentare i componenti della Polizia di Stato?
Ulteriore motivo di riflessione riguarda il comportamento dello stesso sindacato che, soltanto il giorno precedente, aveva dichiarato insufficienti i nuovi arrivi di personale nelle Marche, nonostante si tratti di uno dei rafforzamenti più importanti dal punto di vista numerico verificatisi nella regione nel corso degli ultimi decenni. Risulta particolarmente significativo che questa valutazione omettesse di ricordare come il blocco del turnover e la legge Madia emanata durante il governo Renzi avevano creato le premesse di quelle carenze organizzative che oggi vengono criticate da più parti.
Le donne e gli uomini che operano nelle Forze dell’ordine meritano considerazione, supporto e coerenza da parte di chi li rappresenta, in ogni circostanza.
