Di Luca Franceschi
///
L’audizione del Procuratore di Caltanissetta dinanzi alla Commissione Antimafia ha portato alla luce una situazione particolarmente preoccupante. In relazione al filone investigativo riguardante i rapporti tra mafia e appalti, sono emersi elementi che suggeriscono un possibile insabbiamento dei fatti, coinvolgendo comportamenti che risultano difficilmente giustificabili sotto il profilo della correttezza amministrativa e processuale.
Secondo quanto sostenuto da Giovanni Maiorano, deputato di Fratelli d’Italia e membro della commissione Antimafia, le dichiarazioni rese dal Procuratore Natoli presentano profili di scarsa attendibilità, in quanto risultano fra loro inconciliabili e verosimilmente frutto di un accordo preventivo. L’analisi della vicenda evidenzia un impianto che appare costruito secondo una modalità di “doppia firma” insieme al senatore Scarpinato.
Maiorano sottolinea quanto sia sconcertante che, di fronte a evidenze di questa portata, non si registri da parte delle istituzioni il dovere di procedere a chiarimenti immediati e completi su ogni aspetto oscuro della questione. Particolarmente grave risulta, secondo il deputato di Fratelli d’Italia, il silenzio mantenuto dal Movimento 5 Stelle in merito alle questioni sollevate.
Il componente della commissione Antimafia rimarca che su vicende di tale delicatezza e rilevanza non possono sussistere margini di ambiguità interpretativa. La strada da perseguire deve essere quella della ricerca della verità, senza alcuna forma di reticenza o occultamento di informazioni.
