Di Luca Franceschi
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Fratelli d’Italia difende il lavoro della presidente della commissione antimafia Chiara Colosimo, ribattendo alle critiche mosse da Giuseppe Conte e dal Movimento 5 Stelle. Secondo il partito di destra, gli attacchi rivolti a Colosimo rappresentano un tentativo di mistificare la realtà per mantenere viva una narrazione già smentita dalle più recenti conclusioni investigative.
I componenti di FdI della commissione sottolineano che le posizioni critiche assunte da M5S contrastano palesemente con quanto dichiarato dal Procuratore di Caltanissetta Salvatore De Luca, il quale ha affermato che la pista “mafia e appalti” rappresenta una concausa delle stragi del ’92, pur non essendo l’unica responsabile. Questa valutazione emerge direttamente dal lavoro della Procura competente in materia di stragi, e non costituisce una posizione meramente politica.
FdI evidenzia un’incongruenza nei comportamenti di chi invoca rispetto per la magistratura ma poi ignora le sue conclusioni quando non corrispondono alla linea sostenuta da Pierluigi Scarpinato e dai suoi sostenitori. Il Procuratore De Luca ha inoltre confermato il ruolo avuto da Scarpinato nelle scelte che hanno condotto all’archiviazione di quella pista investigativa, un fatto di grande rilevanza sia politica che giudiziaria che il M5S cerca di minimizzare.
Secondo il comunicato, il Movimento 5 Stelle tenta di trasformare la Commissione Antimafia in un terreno di scontro ideologico piuttosto che un organo di ricerca della verità. Nel frattempo, Colosimo starebbe svolgendo il suo mandato con rigore, equilibrio e profondo rispetto sia per la verità che per i familiari delle vittime delle mafie e del terrorismo, in netto contrasto con quanto realizzato dal suo predecessore, il senatore pentastellato Nicola Morra.
FdI ricorda che da quattro anni il Partito Democratico e il Movimento 5 Stelle tentano di delegittimare Colosimo sostenendo che le vittime fossero contrarie alla sua nomina. Ora che la presidente lavora fianco a fianco con i familiari, ascoltandone le sofferenze e portando avanti le loro richieste di giustizia e verità, viene attaccata da coloro che continuano a difendere Scarpinato indipendentemente dai fatti.
Secondo il partito, Scarpinato dovrebbe dimettersi dalla Commissione per poter essere finalmente audito come previsto dalla legge. FdI conclude affermando che la verità non può essere subordinata alle convenienze politiche e che la Commissione Antimafia non deve diventare uno strumento per imporre una visione unica della storia, delegittimando chi intenda approfondire piste investigative alternative.
