Di Luca Franceschi
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Marco Cerreto, deputato e capogruppo di Fratelli d’Italia in Commissione Agricoltura, sottolinea come la terra rappresenti molto più di un semplice fattore produttivo. In un’epoca caratterizzata dall’accelerazione e dalla smaterializzazione, riscoprire il valore della terra significa recuperare il senso delle origini e costruire il futuro su fondamenta solide. Dalle radici profonde nascono infatti il lavoro, la cultura e la coesione sociale che caratterizzano una comunità.
L’agroalimentare italiano, con particolare riferimento a quello campano, costituisce una delle espressioni più significative del Made in Italy, con eccellenze riconosciute globalmente che vanno oltre il semplice prodotto commerciale, rappresentando racconti autentici di territori, tradizioni e saperi tramandati nel tempo. La tutela di queste eccellenze non riguarda solamente la protezione dell’economia nazionale, ma anche la difesa dell’identità culturale del paese.
Per contrastare minacce come l’italian sounding e la concorrenza sleale, che rischiano di compromettere questo patrimonio strategico, è stata promossa la legge sui reati agroalimentari e la legge n.24 del 28 febbraio 2024 sul riconoscimento della figura dell’agricoltore custode dell’ambiente e del territorio. Questi interventi normativi rappresentano un impegno concreto nella preservazione di un settore fondamentale.
L’agricoltura è tornata ad occupare una posizione centrale nelle politiche nazionali ed europee. Il Governo Meloni, supportato dal lavoro del Ministro Francesco Lollobrigida, ha reintegrato il settore primario nell’agenda politica, riconoscendone l’importanza strategica per la sicurezza alimentare, la sostenibilità ambientale e lo sviluppo delle comunità rurali. L’amministrazione ha destinato risorse economiche senza precedenti al settore, mirando a rafforzare la competitività delle imprese agricole e a favorire il ricambio generazionale.
Il valore della terra possiede una dimensione profondamente sociale. Ogni filiera produttiva di qualità genera posti di lavoro, garantisce la presidenza attiva dei territori e contribuisce significativamente a contrastare lo spopolamento delle aree interne. L’eccellenza produttiva diventa pertanto un’impresa collettiva, una responsabilità condivisa tra istituzioni, imprese e comunità locale.
Events come l’iniziativa “San Leucio 250 – il lavoro tra memoria e futuro”, ospitata presso l’Archivio di Stato della Reggia di Caserta e promossa dalla Fondazione Orizzonti in collaborazione con Confindustria Caserta, dimostrano che il dialogo tra memoria e futuro non è un mero esercizio retorico, ma una necessità concreta e imprescindibile. Il confronto continuo su questi temi rappresenta un momento di riflessione profonda sul valore del lavoro quale fondamento della civiltà e sulla capacità dei territori di generare sviluppo duraturo e sostenibile.
