Di Luca Franceschi
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È ripresa nel pomeriggio la discussione articolata del disegno di legge provinciale n. 67/26, Disciplina della Garante civica/del Garante civico, presentato dai consiglieri Arnold Schuler, Pamer, Gennaccaro, Brigitte Foppa e Maria Elisabeth Rieder.
L’articolo 14, dedicato all’aspettativa, è stato modificato con un emendamento sostitutivo del primo firmatario Arnold Schuler che elimina le parole “per mandato”, approvato con 27 voti favorevoli.
Sono stati approvati senza discussione né emendamenti l’articolo 15, che apre il titolo Trattamento economico, l’articolo 16 sul rimborso spese, l’articolo 17, che apre il titolo Area pubblica amministrazione e ne definisce funzioni e competenze, e l’articolo 18 sulle modalità di intervento.
L’articolo 19 riguarda il responsabile o la responsabile dell’Area pubblica amministrazione. Arnold Schuler ha proposto una riformulazione sull’espletamento dei compiti, aggiungendo un comma che consente al Garante di avocare a sé i compiti per motivate ragioni da comunicare all’Ufficio di presidenza. Waltraud Deeg (SVP) ha chiesto di riformulare il comma 1. Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha domandato quali siano le modalità di revoca dei compiti. Schuler ha spiegato che serve una motivazione, ad esempio in caso di conflitto di interessi, e che all’ampia responsabilità del Garante deve corrispondere questa possibilità di intervento. Brigitte Foppa (Gruppo verde) ha ricordato che in origine era previsto che il Garante “potesse” delegare le funzioni, poi trasformato in obbligo, e che la revoca non deve essere arbitraria, come stabilito al comma 2. Deeg ha ribadito la necessità che i responsabili operino in piena indipendenza e autonomia e ha chiesto chi decida in caso di attrito tra Garante e responsabili. Anche Sven Knoll ha sottolineato la differenza tra semplice comunicazione e motivazione, osservando che serve qualcuno che legittimi la decisione del Garante. Schuler ha replicato che l’indipendenza dei responsabili sarà maggiore rispetto a prima, anche grazie a un budget proprio, e che per evitare l’ingerenza della politica non è opportuno attribuire la decisione al o alla presidente del Consiglio provinciale. L’emendamento di Schuler all’articolo 19 è stato approvato con 28 voti favorevoli, 1 contrario e 5 astensioni.
L’articolo 20 apre il Capo V dedicato all’Area infanzia e adolescenza e definisce funzioni e competenze. È stato accolto l’emendamento di Brigitte Foppa per modificare il titolo in “Difesa dell’infanzia e dell’adolescenza” e l’articolo è stato approvato a maggioranza.
L’articolo 21 concerne il responsabile o la responsabile dell’Area infanzia e adolescenza. Arnold Schuler ha proposto nuovamente di rendere la delega non solo possibile ma effettiva. Brigitte Foppa ha chiesto di adeguare il titolo in “Responsabile area difesa dell’infanzia e adolescenza”. Waltraud Deeg ha presentato un emendamento analogo a quello di Schuler. La proposta di Schuler è stata approvata con 27 voti favorevoli e 6 contrari e gli altri emendamenti sono decaduti.
L’articolo 22 apre il Capo VI dedicato all’Area terza età e ne definisce funzioni e competenze. Waltraud Deeg ha proposto che l’attività riguardi le persone con più di 60 anni, e non di 65, ma Schuler ha espresso parere contrario e l’Aula ha respinto la proposta. L’articolo è stato poi approvato con 28 voti favorevoli e 6 astensioni.
L’articolo 23, sul responsabile o sulla responsabile dell’Area terza età, è stato modificato con un emendamento sostitutivo di Schuler che vincola alla delega delle funzioni, mentre gli altri emendamenti sono decaduti.
L’articolo 24 apre il Capo VII dedicato all’Area parità e definisce funzioni e competenze. È stato approvato senza discussione né emendamenti.
L’articolo 25, sul responsabile o sulla responsabile dell’Area parità, è stato approvato con il consueto emendamento sostitutivo di Schuler che rende obbligatoria la delega delle funzioni.
Senza discussione né emendamenti sono stati approvati l’articolo 26 sull’Osservatorio provinciale dei diritti delle persone con disabilità, l’articolo 27 sulle misure di prevenzione e gestione di mobbing, straining e violenza sul posto di lavoro e l’articolo 28 sul Servizio antimobbing.
L’articolo 29 apre il Capo VIII dedicato all’Area violenza a sfondo sessuale e definisce finalità e azioni. Brigitte Foppa ha proposto di modificare il titolo in “Difesa contro la violenza a sfondo sessuale”, rilevando la sensibilità del tema e l’uso del termine anche in altri ambiti. Waltraud Deeg si è detta d’accordo ma ha evidenziato il rischio di un mix di titoli e ha osservato che l’organo previsto non è autonomo come in origine. Arnold Schuler ha motivato il mantenimento della continuità terminologica e ha annunciato il parere contrario. L’emendamento è stato respinto con 7 voti favorevoli, 27 contrari e 3 astensioni e l’articolo è stato approvato all’unanimità con 34 voti favorevoli.
L’articolo 30 specifica funzioni e competenze dell’Area violenza a sfondo sessuale. È stato approvato un emendamento dell’assessore Pamer con una correzione linguistica del testo in italiano e l’articolo è passato con 34 voti favorevoli.
L’articolo 31 riguarda il responsabile o la responsabile dell’Area violenza a sfondo sessuale. Arnold Schuler ha proposto ancora un emendamento sostitutivo per trasformare il “può delegare” in “delega”, approvato con 29 voti favorevoli e 5 astensioni.
L’articolo 32, sul Consiglio delle persone con un vissuto di violenza a sfondo sessuale, è stato approvato senza discussione né emendamenti, così come l’articolo 33 sulla Consulta scientifica e l’articolo 34 che apre il Capo IX dedicato all’Area antidiscriminazioni e ne definisce funzioni e competenze.
L’articolo 35 sul responsabile o sulla responsabile dell’Area antidiscriminazioni è stato approvato con un emendamento del presidente Schuler che sostituisce “può delegare” con “delega”.
L’articolo 36 sulla Consulta antidiscriminazioni è stato approvato senza discussione.
L’articolo 37 apre il Capo X, Area tutela dei diritti delle persone private della libertà personale. Schuler ha illustrato i motivi per cui in questo ambito non è prevista delega. L’articolo è stato approvato senza discussione, così come l’articolo 38, che modifica la legge provinciale 6 ottobre 2022, n. 12, “Promozione e sostegno dell’invecchiamento attivo in Alto Adige”.
All’articolo 39, recante norme transitorie, il presidente Schuler ha presentato un emendamento per procedere già ora alla nomina delle nuove figure: Responsabile terza età, Responsabile Area violenza a sfondo sessuale e, aggiunto con emendamento, Responsabile tutela dei diritti delle persone private della libertà personale. L’articolo è stato approvato, così come l’articolo 40 (Abrogazioni), l’articolo 41 (Disposizioni finanziarie) e l’articolo 42 (Entrata in vigore), quest’ultimo emendato per esigenze tecniche illustrate da Schuler.
Dichiarazioni di voto.
Brigitte Foppa (Gruppo verde), cofirmataria, ha richiamato il lungo percorso democratico che ha portato a questo disegno di legge, frutto di un lavoro condiviso e ben riuscito. Molte persone si sono impegnate per arrivare alla soluzione migliore possibile e l’iter è stato accompagnato anche da modifiche migliorative. Centrale sarà una figura che delega aree di attività a responsabili nominati dal Consiglio provinciale. Foppa ha ricordato un modello alternativo con sette responsabili dotati di poteri di indirizzo verso i funzionari, che avrebbe potuto generare conflitti, e ha spiegato che per evitarli si è optato per introdurre una figura di Garante sopra i responsabili, cui garantire autonomia. A suo giudizio è il modello migliore, mentre altri avrebbero richiesto di attribuire la responsabilità al o alla presidente del Consiglio. La figura di vertice deve essere eletta con la maggioranza dei due terzi e la legge introduce tre nuove aree di attività. È stato apprezzato il mantenimento del titolo “Difesa dell’infanzia e dell’adolescenza” e si è sottolineato che la nuova figura del o della Garante sarà un punto di riferimento per i cittadini in difficoltà.
Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha paragonato la riforma a un edificio dalla bella architettura, chiedendosi se sarà percepita come si auspica. Si è parlato di indipendenza e altri aspetti, ma ha compreso anche le osservazioni di Deeg sul “bel miscuglio” generato dal cambiamento di denominazioni utilizzate per anni. Ha osservato che in tedesco “Garant” ha un significato diverso e che si ricorre a “Anwaltschaft”. Il Garante offrirà una prima consulenza ai cittadini che non sanno a chi rivolgersi e, poiché più garanti possono generare confusione, è utile una figura di coordinamento, anche se ciò riduce un po’ la visibilità dei responsabili di area, che svolgono il lavoro concreto. Sulla tutela contro le discriminazioni ha espresso scetticismo, ritenendo che la responsabile non sia intervenuta in casi di vere discriminazioni ma lo abbia fatto in una vicenda in cui un proprietario cercava un locatario locale. Sulla difesa per l’infanzia e l’adolescenza ha concluso che si vedrà se la nuova legge funzionerà.
Waltraud Deeg (SVP) ha ripercorso l’iter che ha condotto al testo, mancante nella prima versione. Si è detta convinta che si troveranno persone qualificate capaci di offrire un buon servizio alla cittadinanza, pur auspicando figure pienamente autonome e senza vincoli di indirizzo. Ha espresso incertezza sull’effettiva indipendenza sui contenuti, che a suo avviso risulta ridotta, e per questo ha annunciato il voto contrario.
Maria Elisabeth Rieder (SVP), cofirmataria, ha sottolineato l’obiettivo di tutelare gli interessi della cittadinanza in modo facilmente accessibile e ha descritto un processo aperto e trasparente, nel quale ciascuno ha messo a disposizione competenze ed esperienze, indicandolo come esempio per altri disegni di legge. Ha apprezzato la trasformazione della facoltà di delega in obbligo vincolante e l’introduzione della maggioranza dei due terzi per la nomina, ricordando esperienze passate non positive. Ha evidenziato che la legge costituisce una cornice cui seguirà un regolamento con decisioni altrettanto importanti e che nessuno ha inteso criticare il lavoro finora svolto dai vari organismi di garanzia.
Renate Holzeisen (Vita) ha difeso il termine “Garant”, da lei proposto come compromesso in commissione e utilizzato anche nell’area di lingua tedesca con il significato attribuito dal disegno di legge, ossia la garanzia del rispetto dei diritti civili. Lo ha ritenuto un termine più forte, che mantiene anche una continuità con l’ambito tributario, augurandosi che il o la Garante possa effettivamente tutelare i diritti di tutti.
Harald Stauder (SVP) ha ringraziato Holzeisen per la proposta terminologica. Ha ricordato il lungo percorso che ha portato al disegno di legge e il consenso raggiunto pur nella diversità delle posizioni, segno che il confronto può condurre a risultati positivi. Ha posto l’accento sulla condizione delle persone anziane, rassicurate dal fatto che la loro figura di garanzia non viene indebolita ma orientata nella direzione da loro auspicata, come interlocutore rilevante per chi ha contribuito a costruire la provincia. Ha ringraziato il presidente Schuler per essersi fatto carico della discussione e aver portato la proposta in Aula, sottolineando che il risultato dovrà dimostrare la sua validità in fase attuativa, quando sarà elaborato il regolamento e, se necessario, apportati correttivi.
Il primo firmatario Arnold Schuler ha ringraziato per l’ampia discussione e la collaborazione, ricordando che in avvio tutti i gruppi erano stati invitati a contribuire e molti lo hanno fatto. Ha riconosciuto che la proposta non è perfetta, ma l’ha definita un buon disegno di legge, attuabile e reso necessario dall’ampliamento delle aree di intervento, ringraziando il personale del Consiglio per il supporto.
Messo ai voti, il disegno di legge 67/26, Disciplina della Garante civica/del Garante civico, è stato approvato con 26 voti favorevoli e 5 astensioni. La seduta prosegue.

