Di Luca Franceschi
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Nel tardo pomeriggio a Bolzano è proseguita la seconda parte della discussione generale sul disegno di legge provinciale n. 70/26 dedicato alle modifiche alle leggi in materia di istruzione, formazione professionale e cultura, artigianato, esercizi pubblici e commercio.
Zeno Oberkofler del Gruppo verde ha definito la scuola un luogo di opportunità inserito nella società e non un’isola separata.
Ha sottolineato che talenti diversi si rapportano in modo diverso all’istituzione e che per garantire pari opportunità occorre offrire percorsi personalizzati a ogni alunna e alunno.
Ha sostenuto che trattare tutti allo stesso modo non assicura equità perché le condizioni di partenza non sono uguali.
Ha richiamato il modello di scuola inclusiva di Don Milani, affermando che più risorse vanno destinate a chi è in maggiore difficoltà.
Ha criticato l’orientamento che vorrebbe tenere fuori dalle classi gli studenti con difficoltà linguistiche e ha ribadito che proprio questi giovani vanno sostenuti.
Si è detto soddisfatto che molte proposte avanzate da Stauder non siano state accolte nella commissione, ma ha espresso rammarico per l’introduzione delle sanzioni.
Ha osservato che la collaborazione tra scuola e famiglia non si costruisce con le sanzioni, che rischiano di colpire le famiglie più fragili.
Ha chiesto che al centro dei nuovi modelli scolastici ci siano studentesse e studenti, con uguali possibilità per ciascuno e con scuole aperte alla società.
Ha riconosciuto l’utilità dei percorsi individualizzati, pur ricordando che non raggiungeranno tutti perché interessi e talenti possono essere diversi.
Ha affermato che si deve imparare per la vita, non per il voto, rispettando i tempi personali.
Riguardo alle scuole musicali ha respinto l’idea di contrapporre le categorie di docenti e ha giudicato positiva l’apertura prevista nella legge, precisando che non deve tradursi in tagli di posti di lavoro o di ore alla formazione individuale.
Anna Scarafoni di Fratelli d’Italia ha annunciato voto favorevole alla norma ma ha espresso varie perplessità.
Ha definito il provvedimento “satellitare” perché tocca molti temi lontani dal cuore delle esigenze della scuola.
Ha sostenuto che ciò che è stato considerato abbassa il livello delle pretese scolastiche, ricordando che la scuola è il primo incontro con la società e che servono regole, rispetto per gli altri, per le autorità e per le cose.
Ha argomentato che le regole si apprendono anche attraverso la possibilità di trasgredirle e di essere puniti, non con l’accondiscendenza.
Ha parlato di “leggi del disagio” che privilegiano chi necessita di assistenza e non affronta l’istituzione come occasione di crescita.
Ha giudicato condiscendenti la sospensione della votazione a fine anno e lo stralcio del recupero delle lacune, misure che a suo dire mettono in grande difficoltà gli insegnanti.
Ha rilevato che nella legge non c’è risposta alle gravi difficoltà segnalate dai docenti, che nelle audizioni avevano chiesto sollievo dalla burocrazia tramite figure dedicate e l’istituzione di un tavolo politico permanente capace di considerare stabilmente il loro punto di vista.
Ha avvertito che tra pochi anni si rischiano soltanto programmi adattati e sempre meno eccellenze in uscita dalla scuola.
Sul tema della lingua ha sostenuto che per un ragazzo servono tempi ben più brevi di due anni per impararla, ricordando esperienze concrete di apprendimento rapido in contesti informali come cortili, campi da calcio, strada e oratorio.
Ha portato l’esempio di suo figlio arrivato senza conoscere la lingua e capace di apprenderla in due mesi.
Ha aggiunto che chi non la impara evidentemente non punta all’integrazione.
Si è detta d’accordo con le misure adottate dalla dirigente delle scuole Goethe e ha ribadito che la lingua si impara nella vita ed è un prerequisito.
Ha richiamato i temi legati alle leggi 104 e 170, all’ansia scolastica e alla fobia scolastica, sostenendo che la scuola, a un certo punto, deve dare regole in vista della società di domani.
Ha affermato che all’uscita dalle elementari occorre una preparazione adeguata e uniforme per affrontare la scuola media, e lo stesso vale nel passaggio alle superiori, standard che oggi non si vedono.
Ha infine fatto riferimento ai propri ordini del giorno come strumenti di indirizzo politico.
L’assessore Philipp Achammer, in replica, ha richiamato alcune previsioni della legge come i pagamenti per chi svolge tirocini universitari e altri margini di intervento utilizzati, osservando che probabilmente non sono stati citati i punti condivisi.
Ha ricordato che la società è diventata più complessa e che non è una colpa della politica.
Ha segnalato l’aumento delle diagnosi, la presenza di disturbi comportamentali e di contesti familiari difficili.
Ha osservato che, se i bambini adottati sono ben accompagnati nell’apprendimento linguistico, la situazione è diversa rispetto a chi non riceve sostegno familiare.
Ha rilevato che spesso compiti educativi vengono delegati alle scuole.
Ha spiegato che percorsi educativi individualizzati già si attuano, ma sono stati gli stessi insegnanti a chiedere una disciplina di legge, con interventi differenziati e la firma dei genitori.
Ha sottolineato che oggi vengono investite moltissime risorse nella scuola, con un rapporto insegnanti alunni di uno a otto.
Ha sostenuto che il tema non è solo di risorse e che serve un approccio diverso, puntando su maggiore professionalizzazione e su team multidisciplinari.
In tema di corresponsabilità genitoriale ha ricordato che era stata annunciata una riforma statale che però non è ancora arrivata.
Riguardo ai percorsi individualizzati e agli ingressi nell’ultimo anno scolastico ha spiegato che di norma agli studenti con background migratorio si consiglia di frequentare un altro anno prima dell’esame finale.
Ha annunciato linee guida sulla disciplina delle sanzioni per garantire certezza giuridica alle scuole.
Ha chiarito che non tutte le proposte entrano in legge e che talvolta vengono attuate per altre vie.
Ha ribadito l’utilità di differenziare tra scuole in base ai contesti territoriali e ha valorizzato l’autonomia scolastica.
Ha concluso che la facoltatività di alcune norme non rappresenta uno svantaggio.
L’assessore Marco Galateo ha ricordato che il sistema scolastico provinciale conta circa novantamila studenti e diecimila docenti oltre ai collaboratori e agli insegnanti di sostegno.
Ha definito l’autonomia scolastica un presidio fondamentale e ha avvertito che la normativa non può essere modellata sulle esperienze personali dei consiglieri o su confronti limitati con un numero ristretto di insegnanti.
Ha sottolineato la necessità di regole capaci di porre tutti nelle condizioni di partenza alla pari senza trattare tutti allo stesso modo.
Ha rilevato che l’obiettivo è una scuola più inclusiva, richiamando positivamente la citazione di Don Milani e la necessità di aiutare anche qualcuno in più.
Ha osservato che non è la scuola il solo luogo dove si impara la lingua e che occorre dare risposte anche alle famiglie italiane che iscrivono i figli nelle scuole tedesche.
Ha informato che nella scuola italiana nell’ultimo anno sono stati assunti centoventi docenti di ruolo in più, a fronte di trentatré nei quindici anni precedenti.
Ha affermato che la legge interviene per sostenere chi è più indietro, alzando il livello generale e valorizzando anche le eccellenze.
Ha precisato che non si intende promuovere gli scansafatiche ma recuperare giovani a rischio orientandoli verso percorsi positivi.
Su richiesta del capogruppo SVP Stauder la seduta è stata interrotta per la valutazione degli ordini del giorno presentati.
La trattazione del disegno di legge n. 70/26 proseguirà domani mattina a partire dalle ore 10.

