Di Luca Franceschi
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La seduta pomeridiana di oggi si è aperta con la trattazione della mozione n. 363/25: Limitare territorialmente il Guest Pass e contingentare le destinazioni più frequentate, presentata dai consiglieri Köllensperger, Ploner F., Rieder e Ploner A. il 18 dicembre 2025.
Paul Köllensperger (Team K) ha proposto di impegnare la Giunta provinciale a limitare il Südtirol Alto Adige Guest Pass alla zona turistica in cui è stata prenotata la camera, con criteri da elaborare e presentare alla III commissione legislativa.
Ha inoltre chiesto di elaborare entro sei mesi, in collaborazione con i Comuni interessati, un progetto con mappatura completa dei principali punti di attrazione per i quali introdurre in alta stagione un sistema a fasce orarie con biglietti contingentati e prenotazione online, da presentare alla III commissione legislativa.
Infine, ha proposto di garantire agli utenti dell’Alto Adige Pass corsie preferenziali ed eccezioni sia per l’accesso sia per i prezzi.
Köllensperger ha ricordato che il Guest Pass, deciso dalla Giunta il 10 novembre 2022, è valido su tutti i mezzi del trasporto pubblico provinciale ed è finanziato in parte da una tassa obbligatoria di 0,55 euro per pernottamento.
L’obiettivo di spostare i turisti sul trasporto pubblico è condivisibile, ma molti arrivano comunque in auto e poi occupano mezzi usati anche dai residenti, con il problema aggiuntivo che il pass è valido in tutto l’Alto Adige e consente di muoversi gratuitamente dappertutto, mentre le destinazioni più famose sono sovraffollate e le strade congestionate.
Come esempio di gestione efficace ha citato il lago di Braies, dove il contingentamento funziona meglio di qualsiasi stop ai posti letto.
Brigitte Foppa (Gruppo verde) ha osservato che il limite di sopportabilità del turismo è stato raggiunto e che il contingentamento è una priorità, perché aumenta il valore della destinazione e rende la gestione più pianificabile, mentre l’introduzione di ticket potrebbe creare disuguaglianze, e ha respinto il punto sulla limitazione territoriale perché difficile da verificare.
Alex Ploner (Team K) ha definito il Guest Pass uno strumento per orientare i flussi, sottolineando che in molte città o destinazioni internazionali la prenotazione degli hotspot è ormai abituale, che l’accessibilità non può essere illimitata e che oggi il pass tende a massimizzare i movimenti invece di distribuire i flussi, con la necessità quindi di porre limiti a tutela della qualità e della vita dei residenti.
Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha riportato l’esito di una tavola rotonda in cui è emerso favore per il turismo ma anche la percezione di un eccesso di oneri, con richieste di corsie preferenziali per i locali su alcuni mezzi come la funivia del Renon e di priorità nelle giornate di pioggia, esprimendo scetticismo sulla limitazione territoriale per difficoltà gestionali e ribadendo l’obiettivo di una migliore distribuzione.
Sandro Repetto (Partito Democratico) ha rilevato la concentrazione dei flussi in poche aree e ha chiesto una riflessione sull’obiettivo del Guest Pass, proponendo linee guida IDM per un marketing che valorizzi destinazioni minori e una diversa narrazione dell’Alto Adige, condividendo lo spirito della mozione.
Harald Stauder (SVP) ha sostenuto che, limitando il Guest Pass, i turisti si sposterebbero in auto tra le zone, mentre l’obiettivo è far rinunciare all’auto privata, ricordando che il progetto è stato premiato in Europa e che il modello non va cambiato.
Andreas Leiter Reber (Freie Fraktion) ha ritenuto giusto che i turisti possano muoversi a 70 centesimi al giorno solo se lo stesso biglietto agevolato viene offerto ai residenti, proponendo un Guest Pass obbligatorio per tutti che combatterebbe anche l’affitto in nero, dichiarandosi favorevole al contingentamento degli hotspot e alle corsie preferenziali ma non alla limitazione territoriale.
Thomas Widmann (Für Südtirol mit Widmann) ha ricordato l’introduzione dell’Alto Adige Pass e ha auspicato uno sviluppo ulteriore, segnalando che in parte i turisti pagano più dei residenti e che esistono già corsie preferenziali per i locali sulla funivia del Renon, proponendo soluzioni flessibili e differenziate a seconda delle località.
L’assessore Daniel Alfreider ha evidenziato che, dopo richieste di abolizione del Guest Pass, oggi lo scenario è diverso, e che l’Alto Adige Pass per residenti e anziani va sviluppato ulteriormente, evitando però cambi di regole frequenti perché dietro al sistema c’è molto lavoro, con 8 milioni di biglietti emessi e venduti alle associazioni turistiche, e che rendere obbligatoria la partecipazione al Guest Pass per tutti equivarrebbe a introdurre una tassa aggiuntiva, mentre la collaborazione ha dato buoni riscontri, con entrate di circa 20 milioni all’anno da pochi centesimi al giorno rispetto ai 7 milioni delle precedenti carte turistiche senza che i turisti siano triplicati.
Ha ricordato il progetto di una cremagliera tra Merano e Scena che non ha ricevuto sufficiente sostegno, sottolineato che nel sistema possono rientrare solo gli impianti parte del servizio pubblico e non quelli privati, e segnalato che il 70% degli impiantisti offrirà anche quest’anno sconti tra il 30% e il 50% per le corse in collaborazione con il Südtirol Pass.
Sulla proposta di limitazione per zone ha ritenuto più opportuno permettere gli spostamenti con il trasporto pubblico, annunciando nuovi treni con più posti e ulteriori miglioramenti della mobilità, in particolare verso la parte occidentale della provincia, e ricordando il riconoscimento europeo ottenuto dal progetto di mobilità.
Köllensperger ha ribadito l’invito a contingentare gli hotspot e ha criticato l’idea di regalare qualcosa proprio in alta stagione, segnalando le difficoltà dei residenti del Renon e della Val Pusteria a trovare posto sui mezzi a causa dei turisti e sottolineando che il trasporto pubblico è finanziato dai residenti con le imposte anche a fronte dei 20 milioni di entrate generate dal sistema.
La mozione è stata respinta con voto per parti separate: le premesse con 20 no e 14 sì, il punto 1 con 25 no, 5 sì e 5 astensioni, il punto 2 con 21 no e 14 sì, il punto 3 con 20 no e 15 sì.
Successivamente è stata discussa la mozione n. 415/26: Aumento dei costi dell’assistenza: sollievo immediato per anziani e famiglie, presentata dai consiglieri Knoll, Atz, Zimmerhofer e Rabensteiner il 30 aprile 2026, con cui Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha chiesto un modello in cui la Provincia si faccia carico, totalmente o in parte, dei maggiori costi derivanti dall’aumento delle tariffe nelle case di riposo, l’ampliamento e il rafforzamento delle misure di sostegno orientate a persone con pensioni basse o famiglie in difficoltà con criteri sociali adeguati, e misure mirate di sollievo per i familiari che coprono una parte rilevante dei costi per evitare indebitamenti o riduzioni della qualità dell’assistenza.
Nelle premesse è stato ricordato il contributo decisivo della generazione più anziana allo sviluppo economico e sociale, l’impatto dell’aumento dei costi nelle RSA sulla coesione sociale e la possibilità di un finanziamento solidale, ritenendo che il Sudtirolo disponga delle risorse per soluzioni analoghe e che spetti alla politica fissare le priorità per evitare che le famiglie debbano intaccare risparmi o ricorrere a prestiti e che la qualità delle cure si riduca, perché una vita dignitosa non può dipendere dal denaro.
La mozione è stata discussa congiuntamente con la mozione n. 393/26: Finanziare le residenze per persone anziane senza maggiori oneri per le ospiti e gli ospiti, presentata dai consiglieri Rieder, Ploner F., Köllensperger e Ploner A. il 24 marzo 2026.
Con questa proposta Maria Elisabeth Rieder (Team K) ha chiesto la verifica e l’adeguamento del regime di finanziamento delle RSA introdotto con delibera della Giunta provinciale n. 1081 del 3 dicembre 2024, affinché la quota di costi a carico delle strutture non sia coperta tramite la tariffa base a carico di ospiti e familiari, e che gli aumenti dei costi del personale derivanti dal contratto collettivo e dall’inflazione siano interamente finanziati con fondi pubblici tramite l’importo unitario provinciale, senza trasferirli all’utenza.
Rieder ha ricordato che con la delibera del 2024 sono stati ridefiniti i parametri di finanziamento, aumentando l’importo unitario per posto letto per coprire gli adeguamenti salariali e fissando la tariffa base massima per il 2025 a 77 euro al giorno e per il 2026 a 82 euro al giorno per camera singola, con l’importo unitario salito da 83,47 euro nel 2024 a 92,98 euro nel 2025, giudicando scorretto giustificare gli aumenti con i miglioramenti per il personale, che merita retribuzioni adeguate, e sostenendo che la mano pubblica deve finanziare in modo da non gravare su ospiti e familiari.
Waltraud Deeg (SVP) ha ricordato di essere stata l’unica a votare contro il sistema nel 2024, mentre molti si erano astenuti, che è stato poi inserito un tetto massimo e che si è raggiunto un accordo con i rappresentanti delle RSA, sottolineando quanto fatto nella scorsa legislatura per la qualità di vita nella terza età, la legge sull’invecchiamento attivo e il Piano sociale provinciale, e ribadendo che le persone anziane sono una risorsa e che l’assegno di cura va mantenuto per evitare un sistema a due classi.
Brigitte Foppa (Gruppo verde) ha annunciato voto favorevole alla proposta della STF, pur giudicando eccessiva l’affermazione sull’indebitamento delle famiglie, apprezzando invece l’approccio puntuale di Rieder e richiamando le preoccupazioni per lo sviluppo demografico con più anziani e meno nascite, che renderà sempre più difficile l’assistenza familiare e richiederà un maggiore intervento pubblico.
Franz Ploner (Team K) ha centrato il tema su come finanziare le case di riposo, indicando la quota diurna come base del finanziamento e invitando a cercare risparmi nell’amministrazione e non nell’assistenza, ricordando che alcune strutture spendono meno per carenza di personale, che l’assegno di cura è messo a disposizione delle RSA ma che la tariffa base resta a carico delle pensioni e, se insufficienti, del patrimonio, dei risparmi o del reddito dei figli.
Sandro Repetto (Partito Democratico) ha descritto lo sforzo di molte amministrazioni comunali di considerare l’RSA come ultimo stadio, favorendo la permanenza a domicilio tramite la gestione della cura e familiare, riconoscendo il valore sociale di chi se ne occupa, e ha evidenziato che le RSA del Comune di Bolzano non hanno aumentato le tariffe grazie alle scelte del passato, mentre le strutture convenzionate presentano costi più alti nonostante l’intervento pubblico, ribadendo che l’assegno di cura deve restare universale e non reddituale.
Zeno Oberkofler (Gruppo verde) ha definito lo squilibrio demografico un problema sistemico, chiedendo chi sosterrà e finanzierà il cambiamento, sollecitando una visione complessiva che includa anche il personale, un ruolo attivo della mano pubblica e investimenti in strutture pubbliche, e proponendo che le residenze di Bolzano utilizzino i contributi esclusivamente per le retribuzioni e non per altre spese.
Jürgen Wirth Anderlan (JWA Wirth Anderlan) ha ricordato la sofferenza della generazione lasciata sola nelle RSA durante la pandemia, sostenendo che con un bilancio di 10 miliardi si dovrebbero finanziare adeguatamente le strutture per chi ha costruito il benessere, criticando che si trovino risorse per strade, ferrovie, stranieri e burocrazia ma non per questo settore e annunciando voto favorevole alle mozioni perché invecchiare dignitosamente non deve essere un lusso.
Il presidente della Provincia Arno Kompatscher, intervenendo dai banchi dei consiglieri, ha invitato a evitare il populismo e ha sottolineato che le tariffe in Alto Adige sono molto più basse che altrove in Europa, talvolta persino inferiori all’assistenza domiciliare, circostanza che incentiva l’accesso alle RSA anche in caso di bisogno parziale o di autonomia relativa, con conseguenti liste d’attesa più lunghe, ricordando che il passaggio da casa alla RSA comporta perdita di autonomia e che il sistema è sociale perché i costi sono condivisi da mano pubblica, utenti e Comuni in caso di redditi bassi, e che non si intende andare oltre questo equilibrio.
L’assessora Rosmarie Pamer ha rilevato la differenza tra le due mozioni, ha apprezzato le premesse puntuali della proposta di Rieder e ha preso le distanze dalle consuete polemiche di Knoll, annunciando il parere contrario della Giunta e spiegando che in Alto Adige esiste già un modello in cui gran parte dei costi sono coperti dalla Provincia, che non condivide l’idea di garantire l’assistenza indipendentemente dal reddito, che sono già applicati criteri sociali e misure di supporto a bassa soglia per i caregiver familiari, e che la Giunta è consapevole del contributo degli anziani, finanzia numerose spese e medicinali e lascia ai familiari la sola tariffa base.
Ha ricordato che nell’ultimo decennio la tariffa base è cresciuta mediamente del 29% e del 25% nelle strutture pubbliche, a fronte di un’inflazione superiore al 31%, mentre la quota a carico della Provincia è aumentata dell’83% e per il 2026 si stimano 126 milioni di spesa, che un posto in casa di riposo costa tra 65.000 e 70.000 euro all’anno e che le tariffe giornaliere tra 50 e 80 euro non coprono i costi, esistendo peraltro meccanismi di tutela per chi ha pensioni minime, e che la Provincia contratta sempre con le RSA ed è al lavoro per fare più di quanto richiesto da Rieder sul finanziamento del personale, con un’attenzione costante al cambiamento demografico.
In replica, Sven Knoll ha contestato che la risposta non prenda sul serio le difficoltà di chi non riesce più a permettersi l’assistenza e ha chiarito che non si chiede di esentare i ricchi ma di garantire una vecchiaia dignitosa indipendentemente dal reddito, ricordando che i costi che un tempo si dividevano tra più figli oggi gravano spesso su un figlio unico.
Maria Elisabeth Rieder ha precisato che la Provincia copre il 90% dei costi aggiuntivi e ha respinto l’idea che chi può restare a casa trovi posto in RSA, sottolineando che nelle liste d’attesa figurano molte persone che non possono essere assistite a domicilio e che gli aumenti più significativi degli ultimi due anni hanno riguardato soprattutto le strutture private, invitando a un approfondimento e a una soluzione provvisoria anche per l’assistenza a casa, e proponendo di estendere al complesso del personale il riferimento contenuto nel punto 2 della sua mozione.
Le mozioni sono state respinte: quella di Knoll con 19 no e 16 sì, mentre le premesse, il punto 1 e il punto 2 della proposta di Rieder sono stati bocciati ciascuno con 19 no e 16 sì.
La seduta proseguirà con altri punti all’ordine del giorno.

