Di Luca Franceschi
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Proposte di Gruppo verde, Für Südtirol mit Widmann e VITA.
Alle 14.00 la presentazione delle Risoluzioni del parlamento dei giovani delle Alpi.
Nella tarda mattinata, in aula è stato illustrato il voto n. 55/26 “Aree di atterraggio per elicotteri in Alto Adige: la Provincia acquisisca la competenza!”, presentato dai consiglieri Foppa, Rohrer e Oberkofler il 16/04/2026.
Il testo chiedeva di sollecitare Parlamento e Governo a introdurre norme più severe e restrittive per le attività di volo e di atterraggio nelle zone montane sensibili e nell’area alpina, in particolare per i voli di diporto e individuali, e di attribuire alla Provincia la competenza per individuare le aree di atterraggio per elicotteri, o almeno un diritto di partecipazione o veto su tali scelte.
Brigitte Foppa ha spiegato che le autorizzazioni per le aree di atterraggio sono regolate a livello statale e rilasciate dall’ENAC, lasciando alla Provincia solo un’influenza indiretta e molto limitata sulle ubicazioni e sulle singole autorizzazioni.
Ciò comporta che Comuni e Provincia possano incidere solo marginalmente su decisioni fondamentali riguardo ai luoghi di decollo e atterraggio.
Negli ultimi anni in Alto Adige sono aumentati in modo significativo gli atterraggi di elicotteri e, con essi, le aree dedicate, utilizzate per soccorso, emergenza, rifornimenti, finalità turistiche e scopi privati, con un numero crescente di movimenti che, specie vicino ai centri abitati, genera forti disagi alla popolazione.
Non si tratta di invidia verso chi vola, ha affermato, ma della necessità di applicare il principio di sussidiarietà, garantendo la partecipazione della Provincia ai processi decisionali su queste materie.
Sven Knoll ha osservato che qui è in gioco la credibilità, ricordando che il tema è stato più volte discusso e che molti cittadini sono infastiditi dai sorvoli delle Frecce Tricolori o da voli militari, meno trattati dai media rispetto a un singolo atterraggio su un prato.
Ha citato Silvius Magnago e messo in guardia dal rischio di trasformare il territorio in una “Disneyland”, annunciando comunque il voto favorevole.
Franz Ploner ha dichiarato sostegno, ritenendo inaccettabile che, anche in presenza dell’opposizione di un Comune e dei suoi cittadini, un’area venga comunque autorizzata dall’ENAC, e ricordando che, pur vigendo il divieto oltre i 1.600 metri di quota, si conoscono eccezioni come sull’Alpe di Siusi.
Hannes Rabensteiner ha evidenziato che non solo gli hotel, ma anche privati mettono a disposizione piazzole di atterraggio ignorando le comunità e i sindaci, e che non è ammissibile offrire voli a turisti facoltosi “sulle spalle degli altri” mentre si parla di sostenibilità e tutela dell’ambiente.
Bernhard Zimmerhofer ha giudicato positivo un trasferimento di competenze alla Provincia, segnalando che il problema cresce soprattutto nelle valli, e ha richiamato una propria mozione per la cooperazione dell’elisoccorso nell’Euregio per risparmiare risorse finanziarie e aree di atterraggio, aggiungendo che in futuro i droni da trasporto, che non necessitano autorizzazioni per l’atterraggio e producono minore inquinamento acustico, potrebbero offrire alternative.
Madeleine Rohrer, cofirmataria, ha ricordato il caso dei jet da combattimento che lo scorso anno avrebbero dovuto proporre voli panoramici, poi annullati a seguito delle proteste, e ha posto il tema dei controlli, teoricamente in capo al Corpo forestale, che dovrebbe verificare le quote in metri ma soffre di carenza di personale.
Nel 2025 non è stata comminata alcuna sanzione per atterraggi non autorizzati, ha aggiunto, e il voto intende contenere un problema ormai dilagante.
Zeno Oberkofler, cofirmatario, ha segnalato numerose segnalazioni di elicotteri sopra la zona di Gries e il Guncina a Bolzano e l’impatto dei voli nelle aree a forte vocazione turistica, riferendo anche di ingaggi per eventi estremi, come proposte di matrimonio sulle cime, a suo avviso sintomo di una degenerazione che richiede sensibilizzazione, oltre a un forte impatto acustico su natura e fauna.
Renate Holzeisen ha chiesto interventi immediati, vista l’intensificazione dei voli, sostenendo che la natura è un capitale collettivo e non deve essere sfruttata da pochi, e che gli operatori turistici dovrebbero essere in prima linea nella tutela.
Ha inoltre definito i voli in elicottero particolarmente rischiosi in caso di guasti tecnici e ipotizzato che i voli privati non siano sempre adeguatamente controllati, anche quanto alla manutenzione dei mezzi, ribadendo l’importanza di ottenere la competenza.
Andreas Leiter Reber ha confermato la carenza di controlli, precisando che oltre al Corpo forestale è competente anche la polizia locale, e ha ricordato una propria interrogazione con cui chiedeva quali strumenti di misurazione fossero disponibili, alla quale l’assessore Alfreider aveva risposto annunciando la revisione della legge del 1997.
Ha osservato che nel dibattito sull’ampliamento dell’Autonomia il tema non è stato affrontato, e che, pur sapendo della necessità di intervenire e dell’istituzione di un tavolo di lavoro, non si comprende la lentezza dell’azione, precisando che non ogni volo è negativo, essendo spesso indispensabili per soccorso e rifornimento dei rifugi.
Jürgen Wirth Anderlan ha richiamato i voli militari a Campi al Lago e in Bassa Atesina e la pista già presente a Caldaro, sostenendo che chi la usa non verrà controllato perché è un imprenditore di rilievo.
Il presidente della Provincia Arno Kompatscher ha rilevato l’ampio accordo sull’esistenza di un problema e ha spiegato che, mentre un anno e mezzo fa avrebbe sostenuto il voto, oggi ritiene decisivo il “come” intervenire.
Ha ricordato che le normative UE sull’aviazione sono piuttosto liberali, a suo giudizio in modo errato, anche per effetto dello Single European Sky, e che la Provincia ha competenza in materia di paesaggio — da cui discende la tutela oltre i 1.600 metri — ma non sull’ambiente, competenza che dovrebbe arrivare con la riforma dell’Autonomia, consentendo di intervenire perché i voli in elicottero incidono su diritti ambientali.
Poiché la riforma procede bene, ha proposto di evitare piccoli interventi e attendere l’esito finale, chiedendo alla proponente di sospendere il voto in attesa dell’ultima votazione sulla riforma.
Ha inoltre informato di un’obiezione presentata all’ENAC per frenare la continua individuazione di aree di atterraggio e di una possibile impugnazione valutata con il Comune di Renon.
Brigitte Foppa ha ricordato esperienze negative con sospensioni di proprie iniziative, come quella sulla balneazione al lago di Caldaro, e che i voti incidono poco a livello nazionale, ma ha comunque accettato la sospensione della proposta.
Ha ribadito la sua contrarietà ai voli militari in Bassa Atesina, la piena giustificazione dei voli di soccorso e l’importanza di un confronto con gli operatori turistici sul modello di turismo, evitando derive da “lunapark”.
È quindi stata presentata la mozione n. 406/26 “Sviluppo del servizio dei nonni vigili in Alto Adige” a firma di Thomas Widmann, con cui si impegna la Giunta a svolgere, insieme a scuole, Comuni, rappresentanze dei genitori ed esperti del traffico, un’analisi dell’attuale sistema e a elaborare proposte per orientare maggiormente il servizio alla partecipazione attiva dei bambini e al loro attraversamento autonomo delle strade.
La mozione propone inoltre progetti pilota per insegnare gradualmente ai bambini ad attraversare in autonomia, con studenti più grandi a fare da guida ai più piccoli, valutando e, se opportuno, introducendo buone pratiche internazionali per rafforzare in modo duraturo sia la sicurezza sia le competenze autonome nella circolazione stradale.
Il proponente ha ricordato che nonne e nonni vigili contribuiscono da anni alla sicurezza del tragitto casa-scuola e sono molto apprezzati, ma ha osservato che molti bambini, quando attraversano, attendono solo il segnale del nonno o della nonna senza prestare attenzione al traffico, ottenendo così una tutela immediata ma non sviluppando autonomia.
Alex Ploner ha definito il servizio importantissimo, ringraziando chi lo svolge e sottolineando la necessità di educare i bambini all’autoresponsabilità, annunciando il suo sostegno.
Sandro Repetto ha evidenziato l’importanza di queste figure per la sicurezza nel tragitto casa-scuola e ha giudicato l’impostazione della mozione moderna e condivisibile perché punta sull’autoresponsabilità.
Harald Stauder ha riconosciuto il lavoro prezioso dei nonni vigili e la sensibilità dei sindaci, spiegando che parte di quanto proposto è già in atto ma si può fare di più, anche con sinergie tra Comuni e adottando buone pratiche, ricordando esperienze di mutuo aiuto tra bambini e rimarcando che spesso i comportamenti più rischiosi sono quelli dei genitori.
Christian Bianchi, da ex sindaco di Laives, ha sottolineato il valore sia di sicurezza sia educativo dei nonni vigili e anche la loro funzione di socializzazione, ricordando che i bambini li incontrano volentieri e li considerano un riferimento, e ha descritto la struttura organizzativa che sostiene il servizio, dalla selezione all’analisi dei profili, evidenziando le forti sinergie tra polizie municipali.
Ha aggiunto che il servizio andrebbe esteso ad altri Comuni, pur riconoscendo che dove è attivo funziona molto bene.
Sven Knoll ha ribadito il valore del servizio e invitato la politica a un salto di qualità, segnalando che la precedenza dei pedoni sulle strisce non è spesso rispettata, soprattutto a Bolzano, e che serve quindi formare non solo bambini ma anche conducenti, con maggiori controlli della polizia lungo i percorsi scolastici, annunciando sostegno alla proposta.
Jürgen Wirth Anderlan ha definito la mozione un bel progetto e ha richiamato l’esperienza del “pedibus”, che aumenta responsabilità e movimento dei bambini, ricordando quanto gli piacesse, da piccolo, fare il percorso insieme agli altri, e che il pericolo maggiore spesso sono i genitori in auto.
Madeleine Rohrer ha rimarcato l’efficacia del pedibus introdotto quando era assessora a Merano e ha richiamato l’attenzione sul basso compenso dei nonni vigili, pari a 10 euro lordi l’ora, che per molti rappresenta un’integrazione della pensione e merita considerazione.
Angelo Gennaccaro ha ringraziato il proponente e richiamato la manifestazione sulle barriere architettoniche con proposte dei giovani, sottolineando che l’obiettivo è accrescere la consapevolezza dei bambini su quanto accade sulla strada, in parallelo al lavoro dei nonni vigili, coinvolti anche nei progetti di educazione stradale, auspicando sinergie per rafforzare il servizio e la consapevolezza dei più piccoli.
L’assessore Daniel Alfreider ha riconosciuto l’importanza del tema e della proposta, chiedendo però una sospensione per approfondire alcuni punti, che Widmann ha accettato dichiarandosi disponibile a correzioni.
È stata quindi presentata da Renate Holzeisen la mozione n. 407/26 “Farmacovigilanza: un presupposto fondamentale per la sicurezza dei farmaci, che di fatto per i vaccini risulta inesistente”, con la richiesta di istituire un sistema di farmacovigilanza attivo, anche retrospettivo, specifico per i vaccini contro il Covid-19 e in generale per i vaccini a RNA modificato, sotto la guida di esperti privi di conflitti di interesse, e di sollecitare in Conferenza Stato-Regioni l’adozione di una delibera per un sistema analogo a livello nazionale.
Nell’illustrazione, la proponente ha richiamato una relazione presentata dal senatore statunitense Ron Johnson, secondo cui subito dopo l’avvio della campagna vaccinale negli USA sarebbero stati segnalati, tramite il sistema VAERS, gravi eventi avversi anche letali, poi occultati, e ha citato il recente arresto negli Stati Uniti del braccio destro di Fauci per occultamento di dati sull’origine del SARS-CoV-2, sostenendo che analoghi occultamenti si registrerebbero in Europa e in Italia, con l’avallo di decisioni giurisprudenziali.
Ha affermato che anche in Italia sarebbero state insabbiate l’inefficacia e la pericolosità dei vaccini contro il Covid-19, rilevando che esperti auditi dalla Commissione provinciale d’inchiesta sulle misure Covid hanno criticato la mancanza di farmacovigilanza, e denunciando che le raccomandazioni di queste sostanze a donne incinte persistono.
Franz Ploner ha chiarito che la farmacovigilanza, che riguarda tutti i farmaci autorizzati nell’UE, è il controllo post-autorizzazione dei medicinali, con un ruolo cruciale nella prevenzione degli effetti collaterali, ricordando la direttiva UE del 2010 che ha istituito un codice unificato e attribuito agli Stati membri l’obbligo di controllo, in Italia all’AIFA.
Ha citato verifiche dell’Istituto Paul Ehrlich, che su 2 milioni di vaccinazioni hanno registrato 350 casi sospetti di effetti collaterali, menzionando anche le commissioni deputate alla valutazione, e ha ritenuto non sensata l’istituzione di un organo regionale, ricordando che ogni medico può segnalare.
Sven Knoll ha evidenziato una gestione “a compartimenti stagni”, riportando la difficoltà, da parte dei cittadini, di individuare l’autorità a cui rivolgersi in caso di effetti collaterali, con conseguente perdita di fiducia, e ha sollecitato una gerarchia chiara e una procedura trasparente.
L’assessore Hubert Messner ha affermato di aver letto con attenzione la mozione, ribadendo che il tema, pur legittimo e sensibile, richiede oggettività e una presentazione corretta, e criticando una narrazione che si riproporrebbe identica.
Sul punto 2, il presidente Arno Kompatscher ha chiesto la non ammissione, ricordando di aver già in passato respinto la richiesta di convocare la Conferenza Stato-Regioni su questo tema, pur rimarcando l’importanza della trasparenza, del controllo dei farmaci e della valutazione scientifica, e respingendo l’idea di una cospirazione tra industria farmaceutica e politica.
Holzeisen ha replicato denunciando la negazione dei fatti, sostenendo la possibilità di una farmacovigilanza a livello provinciale o regionale, richiamando pareri accademici a sostegno e affermando che le gestanti sono esposte a grandi rischi.
Ha contestato l’impostazione del medico Ploner, definendo tali prodotti sostanze geneticamente modificate, e ha parlato di migliaia di persone vittime prive di terapia per il rifiuto di indagare le cause, ipotizzando l’esistenza di lotti più pericolosi di altri, e ha ribadito la richiesta sulla Conferenza Stato-Regioni, accusando Messner e Kompatscher di non voler accettare i fatti.
È stata richiesta la votazione nominale per parti separate, e la mozione è stata respinta: le premesse con 3 sì, 22 no e 8 astensioni, il punto 1 con 7 sì, 21 no e 5 astensioni, il punto 2 con 8 sì, 17 no e 8 astensioni.
Jürgen Wirth Anderlan ha quindi presentato la mozione n. 408/26 “Spazio abitativo per la popolazione locale”, che sarà discussa nel pomeriggio.
La seduta del mattino si è conclusa.
Alle 14.00 è prevista in aula la presentazione delle Risoluzioni del parlamento dei giovani delle Alpi, e i lavori del plenum riprenderanno alle 14.30.

