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CONSIGLIO DELLA PROVINCIA AUTONOMA DI BOLZANO: «LAVORI CONSIGLIO: A.I. PER TRADUZIONI NELLA SANITÀ -2, RICERCA EDUCATIVA»

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16.33 - mercoledì 4 febbraio 2026

Mozioni di Partito Democratico, Team K.

È ripresa questo pomeriggio, in Consiglio provinciale a Bolzano, la trattazione, avviata questa mattina, della mozione n. 367/26: Sperimentazione di strumenti di traduzione vocale assistita da intelligenza artificiale in ambito sanitario, con la quale Sandro Repetto (Partito Democratico) ha quindi presentato la allo scopo di impegnare la Giunta provinciale 1 . ad attivare una sperimentazione su base volontaria dell’utilizzo di cuffie dotate di sistemi di traduzione vocale simultanea basati su intelligenza artificiale, coinvolgendo un campione adeguato di medici ospedalieri e medici di medicina generale; 2. a provvedere all’acquisto di un numero adeguato di dispositivi, garantendo il rispetto degli standard richiesti in ambito sanitario, incluse le procedure di igienizzazione e sterilizzazione; 3. a definire, in accordo con le strutture sanitarie competenti, le modalità operative di utilizzo, con particolare attenzione alla tutela della privacy, alla sicurezza dei dati e al consenso informato dei pazienti; 4. a prevedere una valutazione strutturata degli esiti della sperimentazione, analizzando l’impatto sulla qualità della comunicazione medico-paziente e sull’efficacia delle prestazioni sanitarie; 5. a realizzare la sperimentazione in collaborazione con EURAC Research e NOI Techpark, al fine di garantire un accompagnamento scientifico e tecnologico adeguato; 6. a riferire al Consiglio provinciale, al termine della sperimentazione, sugli esiti e sulle eventuali prospettive di estensione dell’iniziativa.

In replica, l’ass. Hubert Messner ha ringraziato per la proposta e gli interventi.

In linea di principio, riguardo all’Utilizzo dell’AI in ambito medico, va considerata la questione della privacy e delle relative difficoltà.

L’Azienda sanitaria affronta la sfida attraverso corsi e iniziative: soprattutto i giovani medici sanno bene le due lingue anche se vengono da fuori provincia, per esempio da Padova o Verona.

In quanto ai medici di base, ce ne sono più che mai; dei 310, una parte ha un mandato provvisorio ed è di lingua italiana: questo per lo più in Valle Aurina.

bisogna però essere contenti di avere medici di base, e che ci siano anche medici che rientrano, per esempio dalla svizzera.

La comunicazione tra medico e paziente a volte è più importante di qualsiasi medicinale.

L’azienda sta attualmente definendo una strategia globale per l’introduzione dell’AI, seguendo le direttive nazionali ed europee anche in relazione alla sicurezza, in linea con la strategia della provincia in materia di AI e la relativa delibera.

Si prevede di introdurre in tempi adeguati soluzioni di AI innovative, sicure e di facile utilizzo, non solo in ambito amministrativo e diagnostico, ma anche nell’ambito della comunicazione, per supportare efficacemente il personale sanitario, ridurne il carico di lavoro e migliorare la qualità del rapporto medico-paziente.

La traduzione dei referti è un problema che si spera di risolvere: un medico di lingua italiana, anche se conosce il tedesco, lo scrive infatti in italiano.

Nell’ambito della bozza del nuovo contratto integrativo dei medici di base si prevede il loro coinvolgimento in progetti pilota di sperimentazione di nuove tecnologie; attualmente è in corso un progetto con 10 medici di base che usano la AI.

La nozione va quindi respinta perché l’azienda sanitaria si è già attivata.

L’acquisto di cuffie sperimentali è solo una piccola parte del progetto complessivo.

Repetto ha apprezzato la discussione sulla mozione, rilevando che con essa parlava specificatamente di sperimentazione, al fine di dare respiro all’uso della AI, su cui già si sta sperimentando in diversi ambiti: sulla questione della lingua, ciò è più complicato.

La mozione, che ha dato la possibilità a tutti, in aula, di esprimere la propria posizione in merito, rafforzerebbe le intenzioni dell’Azienda sanitaria: tuttavia, l’avrebbe ritirata, chiedendo all’assessore di avere documentazione su quanto è attualmente in corso a livello di sperimentazione, anche per informare la popolazione.

Alex Ploner (Team K) ha presentato quindi la mozione n. 369/26: Ripensare e riorganizzare la ricerca educativa in Alto Adige (presentata dai conss. Ploner A., Köllensperger, Rieder e Ploner F. il 15/01/2026), al fine di chiedere di impegnare la giunta provinciale1.

a creare un istituto scientifico indipendente a servizio di tutte e trele Direzioni Istruzione e Formazione, il cui obiettivo siano la ricerca e lo sviluppo scolastico, secondo il modello dell’IPRASE della Provincia autonoma di Trento; 2.

ad aumentare i finanziamenti a favore dello sviluppo scolastico nel bilancio della Provincia autonoma di Bolzano; 3.

a sgravare maggiormente dall’insegnamento gli/le insegnanti che si occupano di innovazione scolastica nelle singole scuole autonome; 4.

a stabilire una retribuzione standardizzata e adeguata di tutti gli/le insegnanti che nelle scuole si occupano di sviluppo scolastico e innovazione.

L’innovazione, spiegava il proponente nelle premesse, è la chiave dello sviluppo della nostra società, in quanto influisce su quasi tutti gli ambiti della vita delle persone; senza di essa, non ci sarebbero progresso tecnologico, nuovi modelli imprenditoriali e miglioramenti della qualità di vita, come dimostra il mondo aziendale.

Anche l’istruzione deve essere innovativa, per preparare i/le giovani alle sfide del futuro: Paesi come la Finlandia e la Corea del Sud sono considerati all’avanguardia in questo campo.

per quanto riguarda l’Alto Adige, dalla risposta all’interrogazione su temi di attualità n. 66/10/2025 emerge la mancanza di una visione e di una struttura organizzativa unitaria per la ricerca e l’innovazione in tutte e tre le Direzioni Istruzione e Formazione.

Gli interventi sono in genere frammentari e incostanti a causa del turnover del personale docente incaricato nelle singole scuole, ma anche nelle Direzioni; nella Direzione tedesca solo 5 insegnanti sono addetti allo sviluppo scolastico, in quella italiana non c’è nessuno, e l’innovazione è a carico di collaboratrici/collaboratori che svolgono questi compiti in aggiunta alle loro mansioni abituali, la Direzione ladina ha una persona che si occupa di sviluppo scolastico.

Un esempio positivo in quest’ambito viene dal Trentino, dove è stato istituito l’IPRASE (Istituto provinciale per la ricerca e la sperimentazione educativa del Trentino), ente strumentale della Provincia che opera nel campo della formazione scolastica con l’obiettivo di promuovere e realizzare azioni finalizzate alla ricerca, alla sperimentazione, alla documentazione, allo studio e all’approfondimento delle tematiche educative e formative.

si tratta di un sostegno per le scuole, gli/le insegnanti, le direzioni scolastiche e altri attori del sistema educativo allo scopo di favorire la qualità, l’innovazione e l’inclusione.

Andreas Leiter Reber (Freie Fraktion) ha ritenuto molto importante parlare di modelli scolastici.

Il tema non è nuovo, ma non si riesce a parlare in maniera oggettiva delle riforme, e i progetti spesso vengono bloccati in una fase precoce; spesso manca anche il tempo per riflettere in merito, nell’ambito del lavoro quotidiano: per questo, un ente che se ne occupi è una proposta opportuna.

Non si tratta di progetti solo in ambito linguistico, di cui spesso si parla, ma anche in altri ambiti, quali digitalizzazione, comunicazione, utilizzo dei media.

Jürgen Wirth Anderlan (JWA) ha chiarito che nelle scuole dell’infanzia ed elementari una generazione che soffre di burnout propone programmi ancora più intensi e veloci.

I bambini fino ai 6 anni devono restare bambini, la via proposta non va bene, soprattutto se si vogliono proporre novità come quelle del gender.

Myriam Atz (Süd-Tiroler Freiheit) ha detto che non si sarebbe accolto il punto 1.

e invitato a non mescolare le tre scuole.

bisogna restare ancorati all’art.

19.

Giusta è però una riorganizzazione dle mondo della scuola, che deve essere al passo con i tempi: progetti sono in corso, ma si vorrebbe di più, per questo in I commissione ha proposto di valutare altri progetti, come Montessori, Waldorf e antropomorfismo: le ripropoorá quando saranno presenti tutti i componenti.

Nella scuola, ha detto Brigitte Foppa (Gruppo verde), arriva tutto ciò che si muove nella società, e gli insegnanti devono gestire questa situazione.

Dall’altra, però, la scuola è un sistema estremamente rigido.

Quando era presidente del Comitato genitori aveva sperimentato le difficoltà di rinnovare, un funzionario dell’Intendenza le aveva detto che “le scuole si muovono più lentamente delle Chiese”.

Questo è il problema che emerge anche da questa mozione, che ha l’obiettivo di far cambiare qualcosa.

Bisogna cercare di accelerare questo sviluppo.

Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha rilevato che mancavano in aula l’assessore alla scuola italiana e quello alla scuola ladina, il che era una mancanza di rispetto: forse si sarebbe dovuto interrompere i lavori.

Il presidente Arnold Schuler ha detto che il regolamento prevedeva la presenza di metà della Giunta, cosa che era data.

L’ass. Marco Galateo ha chiesto un’interruzione di mezz’ora per il gruppo linguistico italiano.

Al rientro in aula, intervenendo per fatto personale, il vicepresidente Angelo Gennaccaro ha chiarito che, contrariamente a quanto detto in aula, “non era al bar”: non si era voluto chiedere un’interruzione dei lavori per un confronto su questioni che comunque riguardavano l’aula, soprattutto sulla mozione del cons.

Leiter Reber sulla dicitura Südtirol.

Ha invitato a non guardare chi fa di più e chi fa di meno, e a non puntare il dito.

Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) si è chiesto se si va incontro agli insegnanti, con la mozione in esame: alcuni vogliono solo insegnare, altri puntano su progetti innovativi.

Se si propone che chi fa questi progetti venga sgravato dall’insegnamento ottenendo un’indennità, che ne è degli altri insegnanti, che non vengono sgravati di nulla.

È stato fatto l’esempio di Trento, ma pare che si cerchi di introdurre dalla porta di servizio la scuola plurilingue.

In quanto ai progetti, la scuola italiana che si limita all’area urbana ha altre sfide rispetto a quella tedesca, attiva anche in periferia: progetti uguali per tutti non sono un vantaggio.

Hannes Rabensteiner (Süd-Tiroler Freiheit) ha chiarito che l’innovazione è importante in tutti gli ambiti della vita, ma il tutto deve essere adattato alla situazione di una provincia dove c’è una minoranza in uno Stato straniero: questo va considerato se si parla di scuola plurilingue.

Un bambino deve anche poter vivere in tranquillità la propria infanzia, periodo in cui si creano le basi su cui costruire.

Va considerato che si diffondono tra i giovani i problemi psichici: bisogna indagare sulle cause, e capire come migliorare.

Nell#ambito di uno speed dating, i ragazzi gli avevano chiesto cosa fa il Consiglio conto il tasso di suicidio tra i giovani: questo è ció che interessa i ragazzi.

bisogna chiedersi anche cosa fano i genitori.

Dai banchi dei consiglieri, l’ass. Rosmarie Pamer ha ricordato i suoi 29 anni da insegnante, sottolineando che lo sviluppo scolastico si svolge sul posto, nelle scuole, e che molti insegnanti portano avanti questo lavoro di innovazione.

Ci sono supporti e sostegni nelle scuole per lo sviluppo scolastico, compreso un compenso.

Spesso gli insegnanti sono scettici su esperti che vengono da fuori, e questo sarebbe il caso della mozione, con un’imposizione dall’alto.

Su alcuni puntiè d’accordo, ma non per esempio sul fatto che nelle piccole scuole periferiche non sia possibile l’innovazione, per portare avanti la quale c’è bisogno del collegio docenti.

In Giunta ci si è già attivati per sviluppare la formazione continua: forse si può indirizzare verso l’innovazione.

Sandro Repetto (Partito Democratico) ha rilevato che manca una visione unitaria tra le tre direzioni scolastiche, come si vede anche dagli ultimi eventi, risorse limitate, forti carichi lavorativi, disuguaglianze tra cittá e periferia.

Non ci si può affidare alla buona volontà dei singoli: ci vuole un processo accompagnato e fondato scientificamente.

vanno rafforzate strutture di ricerca già sul territorio, come Eurac research e la Facoltá di scienze delle formazione della LUB, per produrre dati aggiornati e accompagnare il processo.

Importante è il riconoscimento del lavoro degli insegnanti.

L’occasione è uno strumento utile per aprire il confronto sul futuro della scuola.

Dai banchi dei consiglieri, l’ass. Marco Galateo ha ringraziato il presentatore per aver portato in aula il tema dell’importanza della formazione.

In merito al punto 1, sarebbe bello avere dei modelli unitari, ma di fatto ci sono modelli diversi tra loro, che devono convivere, senza realtà di serie A e serie B: importante è garantire a ciascun gruppo di sviluppare al meglio le competenze.

Le tre Intendenze hanno già una piattaforma di confronto, con la possibilitá di uniformarsi al rialzo.

in quanto alla proposta di aumento dei finanziamenti, va etto che è in conrs la contrattazione ai fini del riconoscimento del lavoro degli insegnanti: dopo un periodo di proteste, il dialogo sta ripartendo.

ci sono già formule per sgravare gli insegnanti che si occupano dei progetti, nonché riconoscimenti economici, e si intende fare di più.

Galateo ha detto di non essere d’accordo con il punto 4, ritenendo di dover valorizzare invece proprio le differenze.

Avrebbe votato contro, ma invitava Ploner a partecipare ai gruppi di lavoro sul tema.

L’ass. Philipp Achammer ha chiarito che lo sviluppo della scuola avviene costantemente; il problema più grande è trovare uno spazio a questo scopo.

Ci dovrebbero avere due figure di direzione, una amministrativa e una pedagogica, ma la scelta è stata diversa.

Va considerato che la scuola è autonoma, ma anche che molti si orientano a vincoli presunti, come per esempio dover dare tre valutazioni a quadrimestre, anche se non è così.

Alcune scuole invece sperimentano, come la Scuola media di Vipiteno dove non c’è una classe chiusa, ma spazi aperti; la scuola dell’infanzia è una delle più innovative.

In quanto alle retribuzioni, a breve ci sará una proposta di legge per la retribuzione dei tirocinanti.

Lo sviluppo della scuola nei tre sistemi sta andando in direzioni diverse, e questo non è un giudizio: nel mondo tedesco, per esempio, ci si orienta più ad approcci germanofoni.

Un nuovo istituto non è necessario; la Facoltà di Scienze della formazione svolge già un ruolo importante.

Achammer ha rimandato infine alle contrattazioni in corso, e fatto riferimento al riconoscimento finanziario di determinate expertises: sbagliato sarebbe poeró dire ora in che direzione devono andare le trattative.

Alex Ploner ha replicato che chi si occupa di scuola sa cosa funziona bene e cosa no, ma molti segnalano che manca una struttura per l’innovazione.

L’innovazione nasce nell’attivitá quotidiana, ma spesso i progetti si arenano perché una scuola non sa cosa succede in un’altra scuola: la rete di innovazione deve essere migliorata, e la collaborazione con l’università non puó dipendere dalla voglia del singolo professore: ci vogliono regole chiare e standardizzare.

Per ogni proposta ci vuole il momento giusto, ha concluso Ploner: ha quindi sospeso la mozione per riformulare la parte deliberante.

**MC**

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