(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Nella Giunta di ieri, il Comune di Verona ha approvato la conclusione della fase di concertazione in vista della adozione della Variante n. 59 al Piano degli Interventi, finalizzata al recepimento nello strumento urbanistico generale dello studio di microzonazione sismica di 2° e 3° livello: un passo avanti verso la più ampia fruibilità della visione di insieme delle problematiche geologico-sismiche del territorio di Verona, a disposizione degli enti competenti, della cittadinanza e del mondo professionale. Lo studio di microzonazione sismica del Comune di Verona, completato sin dal 2023 e indispensabile per supportare la pianificazione urbanistica ed attuativa al fine di ottenere il parere sismico della Regione Veneto, che il DPR 380/2001 ha reso obbligatorio per i Comuni ricadenti in zona sismica 2, quale Verona, diventa parte integrante del Piano degli Interventi.
La delibera approvata dalla Giunta comunale dà atto della chiusura della fase di confronto e partecipazione pubblica avviata lo scorso giugno 2025, con cui il Comune ha coinvolto enti pubblici, associazioni economiche e sociali e gestori di servizi nella definizione della variante urbanistica. Entro il termine fissato sono pervenuti cinque contributi da parte dei soggetti consultati, che gli uffici della Pianificazione Territoriale hanno analizzato e valutato nell’elaborato allegato alla deliberazione.
Verona è classificata in zona sismica 2, la seconda per pericolosità in Italia. Gli studi di microzonazione sismica — già realizzati su incarico specifico — analizzano in dettaglio le caratteristiche geologiche del territorio e consentono di individuare le aree più vulnerabili in caso di evento sismico. Recepire questi studi nel Piano degli Interventi non è solo un adempimento normativo: è uno strumento concreto per orientare le scelte urbanistiche future verso una città più sicura e resiliente. Inoltre, la legge nazionale (DPR 380/2001) rende obbligatorio il parere sismico della Regione Veneto per l’approvazione di varianti urbanistiche nei Comuni in zona sismica 2 — e questo percorso consente finalmente di ottenerlo.
Gli uffici della Direzione Pianificazione Territoriale procederanno ora alla definizione della delibera di adozione della variante al PI, tenendo conto delle osservazioni e segnalazioni emerse nella fase di concertazione.
«Confido che sia possibile sottoporre quanto prima al Consiglio comunale l’adozione di questa variante urbanistica di contenuto tecnico-ingegneristico — ha dichiarato l’Assessora alla Pianificazione Territoriale, Barbara Bissoli — nella consapevolezza che la sicurezza sismica nella pianificazione urbanistica ed attuativa non è una formalità, ma una precisa responsabilità verso la cittadinanza e verso le generazioni future».
