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COMUNE DI VERONA * : «BIANCO E NERO – ELOGIO DEL LIMITE ALLA GALLERIA D’ARTE MODERNA»

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15.30 - mercoledì 10 giugno 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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La Galleria d’Arte Moderna Achille Forti presenta la mostra Bianco e Nero – Elogio del limite | opere dalle collezioni veronesi, a cura di Roberto Lambarelli, direttore di “Arte e Critica” e studioso dei fenomeni artistici del secondo Novecento, e Patrizia Nuzzo, responsabile delle Collezioni d’Arte Moderna e Contemporanea dei Musei Civici di Verona, con il coordinamento di Isabella Brezigar, conservatrice della Galleria d’Arte Moderna Achille Forti.

Il progetto espositivo nasce da una scelta curatoriale rigorosa: limitare l’indagine al solo bianco e nero. Non si tratta di una semplice opzione formale o cromatica, ma di una precisa scelta critica che individua in questi due estremi il luogo privilegiato in cui la ricerca artistica del secondo Novecento ha interrogato con maggiore determinazione i propri fondamenti. Il bianco e il nero diventano così strumenti di riduzione e di verifica, dispositivi critici attraverso i quali emergono con evidenza la struttura dell’immagine, la natura del gesto, la dimensione temporale dell’opera e i processi stessi della sua costruzione.

La mostra è stata presentata oggi alla GAM alla presenza dell’assessora alla Cultura Marta Ugolini insieme ai curatori, alla dirigente dei dei Musdei civici Antonella Ronzan e il il consigliere comunale e presidente di ArteVen Alberto Battaggia.

“Con ‘Bianco e Nero’ – spiega l’assessora alla Cultura Marta Ugolini –, la GAM di Verona si fa promotrice di una riflessione critica che supera i confini geografici pur nascendo dal cuore stesso del territorio. Il dialogo virtuoso tra la collezione civica e i collezionisti privati veronesi non è solo una valorizzazione del patrimonio locale, ma anche la prova tangibile di come la nostra città abbia saputo intercettare, comprendere e conservare una parte di tutto rilievo della ricerca artistica dagli anni Sessanta ai Duemila. La mostra offre ai visitatori un’esperienza culturale da apprezzare con lentezza, come meritano le opere in bianco e nero”.

La mostra si concentra su opere che fanno dell’essenzialità linguistica una condizione di ricerca. In questa prospettiva, il percorso prende avvio dalle esperienze sviluppatesi tra la fine degli anni Sessanta e i primi anni Settanta, in un contesto segnato dalla crisi delle avanguardie e dalla messa in discussione dei linguaggi informali e della tradizione pittorica. Furono anni in cui numerosi artisti riportarono la pittura ai suoi elementi costitutivi, sottoponendola a un’indagine radicale e autoriflessiva.

Pur riconoscendo nella cosiddetta Pittura Analitica uno dei principali riferimenti storici e teorici del progetto, la mostra non intende circoscrivere il proprio campo a quella specifica esperienza. L’esposizione riunisce infatti artisti che, pur appartenendo a generazioni, contesti e percorsi differenti, condividono una medesima consapevolezza metodologica: concentrare la propria ricerca sugli elementi primari del fare arte – superficie, luce, segno, ritmo, materia, spazio e percezione – riducendo il linguaggio ai suoi dati essenziali. In questo senso, il bianco e il nero assumono il valore di un terreno comune sul quale si incontrano esperienze diverse, accomunate da una tensione verso l’essenzialità e dalla volontà di interrogare i fondamenti dell’opera.

L’obiettivo non è dunque ricostruire una corrente o una genealogia stilistica, ma mettere in evidenza una linea di ricerca che prende avvio negli anni Sessanta e arriva fino ai Duemila, trovando nella sottrazione cromatica uno dei propri strumenti più efficaci.

A completare e rafforzare questa prospettiva interviene una seconda scelta curatoriale: tutte le opere esposte provengono esclusivamente da collezioni veronesi. L’esposizione nasce infatti dall’incontro tra il patrimonio della Collezione Civica d’Arte Moderna e Contemporanea della Galleria d’Arte Moderna Achille Forti e importanti raccolte private cittadine. Questa ricognizione consente non solo di valorizzare la ricchezza e la qualità del collezionismo locale, ma anche di restituire il ruolo che Verona ha avuto nella ricezione, nella diffusione e nella conservazione delle più significative ricerche artistiche contemporanee. La mostra diventa così anche il racconto di una storia culturale del territorio, evidenziando il dialogo costante tra artisti, collezionisti e istituzioni.

Attraverso questo percorso, il visitatore è invitato a una fruizione lenta, analitica e consapevole dell’opera, in cui lo sguardo torna a confrontarsi con gli elementi essenziali dell’esperienza estetica.

Artisti in mostra: Claudio Adami, Marina Apollonio, Agostino Bonalumi, Eros Bonamini, Giovanni Campus, Enrico Castellani, Alberto Garutti, Marco Gastini, Carmengloria Morales, Nunzio, Giorgio Olivieri, Pino Pinelli, Lucio Pozzi, Turi Simeti, Claudio Verna e Gianfranco Zappettini.

L’ingresso alla mostra è incluso nel biglietto d’accesso alla Galleria d’Arte Moderna Achille Forti. Tariffe sul sito gam.comune.verona.it

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