(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
///
L’assessora alle Politiche sociali e Terzo settore, Luisa Ceni, è stata ospite della trasmissione Fatti e prospettive su Telepace insieme a Don Andrea Ronconi, parroco della chiesa di Gesù Divino Lavoratore nella zona di Borgo Roma.
Al centro del confronto, le molteplici problematiche sociali presenti nell’area, seguite dai servizi comunali con continuità negli ultimi quattro anni.
«Come tante altre volte, ci siamo confrontati sulle attività svolte e sulle problematiche sociali presenti in quella zona», ha dichiarato l’assessora Ceni.
«Tante problematiche che conosciamo bene, che come servizi abbiamo seguito assiduamente tutti i giorni con grande sforzo e con grande slancio».
Sul fronte del disagio minorile, il Comune ricorda la positiva esperienza portata avanti con il Tribunale dei minori di Venezia per il reintegro nella società dei minori appartenenti al cosiddetto gruppo Qbr. La maggior parte di loro al tempo dei reati non aveva compiuto 18 anni. Bulli, rapinatori da strada, vessavano i coetanei per un cappellino piuttosto che per l’abbonamento dell’autobus. Facevano parte della banda, che tra il 2020 e il 2021 creò non pochi problemi nel quartiere di Borgo Roma, dove vivevano tutti.
A 6 di loro, il Tribunale dei Minori di Venezia ha concesso la possibilità di partecipare al progetto Tra Zenit e Nadir, partito nel 2021 e finanziato dalla Fondazione Fare con i Bambini e di cui il Comune di Verona è partner insieme a Fondazione Don Calabria per il Sociale E.T.S, che costruisce percorsi di recupero individuali o di gruppo attraverso lo strumento della giustizia ripartiva, anche detta ‘giustizia amica dei minori.
Oggi sono ragazzi ‘nuovi’, quasi tutti lavorano, ma soprattutto hanno trasformato il loro errore in un’occasione di rinascita, non solo a vantaggio proprio ma anche della comunità che ha subito i loro reati.
Ceni ha sottolineato gli importanti risultati conseguiti sul fronte della prevenzione grazie al lavoro di recupero e affiancamento dei ragazzi attraverso l’Educativa di Strada, progetto del Comune di Verona portato avanti in collaborazione con tutti gli attori coinvolti.
Il servizio opera nei quartieri di Borgo Roma e San Michele, con presenza settimanale per ciascun territorio, negli orari pomeridiani. Le educatrici affiancano gli adolescenti, spesso diventandone riferimento, affrontando temi quali relazioni, salute mentale, affettività, dipendenze e legalità. L’approccio combina dialogo spontaneo, attività ludico-educative ed eventi di comunità. Il lavoro si svolge in rete con associazioni, scuole, parrocchie, servizi sociali e cittadini; a Borgo Roma è attivo anche un Tavolo territoriale.
Da gennaio 2026 è rafforzata la presenza sui social, usati come strumento per raggiungere anche i ragazzi in ritiro sociale.
Dal 21 marzo è anche partito il progetto “Friend-zone” all’Adigeo, in collaborazione con Don Enrico Danese, U.N.I.T.A.L.S.I. giovani, Seminario Maggiore e Don Andrea Ronconi: un’equipe mista di 2 educatori del Comune + 2 volontari delle associazioni è presente ogni sabato pomeriggio fino a fine giugno. Finora sono stati realizzati 5 interventi con la partecipazione di oltre 300 ragazzi.
Con il progetto DesTEENazione – Desideri in azione, anche l’Educativa di Strada si espanderà: a Verona si stanno individuando 2 nuove zone di intervento.
Tra le iniziative più significative, una scuola di teatro avviata all’interno della parrocchia del Gesù Divino Lavoratore — quattro anni di progettualità — realizzata anche grazie all’assessora alla Sicurezza Stefania Zivelonghi, come strumento efficace di aggancio giovanile.
Grande attenzione si è posta anche in maniera più strutturale sui casi di dipendenze e fragilità in età adulta. E’ costante il confronto con i servizi sanitari specialistici come il SERD, competenti su dipendenze da sostanze e alcologia — con un ulteriore incontro già programmato a breve.
In merito alle persone senza fissa dimora: grazie all’unità di strada del Comune di Verona e alla sinergia con Samaritano e Caritas, è stato possibile ridurre il numero di persone che dormivano sotto la pensilina della parrocchia, accompagnandole verso i dormitori. «La volontà delle persone non può essere forzata», ha precisato Ceni. «Dove erano presenti profili di rischio sanitario, è stato richiesto l’intervento del 118 o di chi di competenza».
A margine, l’assessora Zivelonghi ha reso noto che nella stessa giornata si è tenuto un incontro «informale e interlocutorio per reciproco scambio di informazioni» tra i soggetti coinvolti.
