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COMUNE DI GENOVA * : «LA SINDACA PRESENTA IL PIANO CITTÀ, STRATEGIA CONDIVISA PER RIGENERARE IL PATRIMONIO PUBBLICO CITTADINO CON 17 IMMOBILI»

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17.31 - martedì 30 giugno 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Genova, 30 giu. – La sindaca di Genova, Silvia Salis, è intervenuta oggi alla firma dell’accordo per il “Piano Città degli immobili pubblici di Genova”, iniziativa promossa dall’Agenzia del Demanio e sottoscritta dai principali soggetti istituzionali titolari o competenti sul patrimonio pubblico cittadino.

L’accordo, che coinvolge Agenzia del Demanio, Comune di Genova, Città Metropolitana, Regione Liguria, Università di Genova, Ministero della Cultura, Soprintendenza e Autorità di Sistema Portuale, punta a costruire una strategia condivisa di razionalizzazione, valorizzazione, riqualificazione e rigenerazione degli immobili pubblici presenti in città.

Il portafoglio iniziale comprende 17 immobili pubblici, con l’obiettivo di superare la frammentazione delle competenze e mettere il patrimonio pubblico al servizio di nuove funzioni urbane, sociali, culturali, abitative, universitarie, sanitarie e di ricerca.

L’accordo avrà una durata di tre anni, con possibilità di rinnovo, e prevede l’istituzione di un tavolo tecnico, convocato dall’Agenzia del Demanio entro 15 giorni dalla sottoscrizione, per coordinare le attività, condividere dati e priorità, approfondire le possibili destinazioni degli immobili e accompagnare le successive fasi progettuali.

«L’attrattività di Genova sta aumentando e continuerà ad aumentare con la fine di un isolamento infrastrutturale che dura da decenni: dobbiamo arrivare a quel momento con una visione complessiva di città, per attirare investimenti e cogliere le opportunità – ha dichiarato la sindaca Silvia Salis – la firma di oggi rappresenta uno sforzo condiviso per un territorio che vuole attrarre investimenti, ed è importante che l’amministrazione pubblica faccia tutto il possibile per sfruttare al meglio le occasioni. Così come è stato importante mettere a disposizione 32 aree industriali dismesse per favorire investimenti e sviluppo economico, ora è importante fare squadra per inserire anche il patrimonio pubblico nelle aree di rigenerazione. Fa parte di una strategia di trasparenza verso i privati che vogliono investire e di una strategia condivisa con altri enti pubblici. In una città in cui c’è poco spazio, è buona pratica mettere a disposizione quello esistente e rigenerarlo».

«Con il PNRR questo Paese ha visto per anni immissioni di capitali straordinari sulle opere pubbliche e di rigenerazione, portando le imprese a investire di più e a necessitare di lavoro – ha aggiunto la sindaca – la fine del PNRR sarà un duro colpo: non ci saranno più nuovi capitali, ma resterà l’onere dell’attivazione di una serie di strutture che poi necessitano di personale per essere utilizzate. L’amministrazione deve quindi saper creare opportunità per chi in questi anni ha investito nelle proprie imprese, aiutando il Paese a crescere con i fondi del PNRR. Iniziative come il Piano Città di Genova possono generare interesse, sviluppo e lavoro portando soluzioni sostenibili di crescita per il territorio. Il Comune di Genova, inoltre, è disponibile a creare una piattaforma per comunicare verso l’esterno le nuove opportunità: un portale omogeneo, di facile fruizione, a disposizione di chi vuole investire. Creare gli strumenti per agevolare gli investimenti è una nostra responsabilità e la porteremo a termine».

«Con il Piano Città, Genova compie un passo importante verso una nuova idea di patrimonio pubblico, non più beni da conservare passivamente, ma risorse strategiche da rimettere in circolo per rispondere ai bisogni della città – spiega l’assessore al Patrimonio del Comune di Genova, Davide Patrone – si tratta di immobili che possono generare nuova socialità, servizi, opportunità abitative e funzioni culturali, senza consumare nuovo suolo ma rigenerando ciò che già esiste. È un lavoro che mette insieme visione, pragmatismo e collaborazione istituzionale. La valorizzazione del patrimonio è una leva concreta di trasformazione urbana e questo accordo ci dà finalmente un quadro condiviso per tradurre questa visione in progetti reali, utili ai cittadini e ai quartieri».

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