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COMUNE DI GENOVA * : «IL 1° CENTRO PER LA GIUSTIZIA RIPARATIVA IN LIGURIA INAUGURA IN VIA MASCHERONA, PROMUOVE MEDIAZIONE E RICOSTRUZIONE DEI LEGAMI SOCIALI»

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15.00 - mercoledì 17 giugno 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Genova, 17 giu. – È stato inaugurato questa mattina il nuovo Centro per la Giustizia Riparativa di Genova, in via Mascherona 21, il primo in Liguria. All’evento hanno partecipato il vicesindaco Alessandro Terrile, l’assessora al Welfare Cristina Lodi, Luca Petralia vicedirettore Anci Liguria, esponenti della consulta carcere- città, il garante dei detenuti per il Comune di Genova Marco Cafiero, e l’avvocato Alfredo Di Silvestro responsabile del Nodo parlato, associazione capofila del progetto.

L’apertura del Centro dà forma concreta a quanto espresso dal Comune di Genova il 22 luglio 2025 durante la Conferenza Locale per la Giustizia Riparativa, sede in cui l’Amministrazione aveva manifestato la piena disponibilità a farsi carico dell’istituzione del servizio per il distretto di Corte d’Appello di Genova (che comprende il territorio ligure e la provincia di Massa Carrara). L’iter formale si è poi consolidato con la delibera di Giunta Comunale n. 166/2025, che ha adottato il Protocollo d’intesa per l’istituzione del Centro ai sensi del D.Lgs. 150/2022.

Per attivare la struttura, in linea con le direttive del Ministero della Giustizia, il Comune ha utilizzato lo strumento dell’amministrazione condivisa (art. 55 D.Lgs. 117/2017), pubblicando un avviso di co-progettazione rivolto agli Enti del Terzo Settore già idonei a erogare i Livelli Essenziali delle Prestazioni (LEP) in materia.

Il percorso ha portato alla nascita di una sinergia guidata dall’Ente capofila “Il Nodo Parlato”, affiancato dai partner Circolo Vega e Fondazione Auxilium. La co-progettazione si avvierà in via sperimentale per la durata di 12 mesi. I primi tre mesi saranno dedicati alla definizione di procedure condivise, mentre a regime il Centro offrirà: programmi di giustizia riparativa e mediazione tra autore del reato e vittima, costruzione di reti e protocolli d’intesa con il Tribunale e l’UEPE (Ufficio Esecuzione Penale Esterna); attività di formazione e sensibilizzazione sul territorio.

I locali di via Mascherona 21, di proprietà comunale, rappresentano un chiaro esempio di valorizzazione e restituzione alla cittadinanza del patrimonio pubblico all’interno di processi di sussidiarietà orizzontale.

«Questo è il primo centro che si attiva nell’intero distretto della Corte d’Appello di Genova, quindi per tutta la Liguria e la provincia di Massa Carra, che dà attuazione alla legge Cartabia, cioè al decreto legislativo 150 del 2022, e che vede la giustizia riparativa come un procedimento che affianca la giustizia penale, per facilitare la rieducazione, riportare la persona che ha infranto la legge nell’ambito della convivenza civile, ma soprattutto riannodare quei fili che si sono spezzati per effetto del reato commesso- dichiara il vice sindaco Alessandro Terrile- Il centro, quindi, avrà un ruolo importante nel dialogo tra persona offesa e autore del crimine, per ricostruire, ovviamente quando possibile, quel rapporto sociale che evidentemente si è interrotto. Ci sarà molta più attenzione alla riparazione del danno, alla ricostruzione di un dialogo e di un rapporto che credo che sia utilissimo, non solo per chi ha commesso il reato e per la vittima, ma per l’intera società. Come Comune abbiamo sostenuto molto questo progetto e siamo convinti che l’attivazione di centri come questo possano dare una grande mano alla giustizia penale, ma anche alla convivenza civile e alla convivenza sociale».

«L’inaugurazione di oggi segna un passo fondamentale per il sistema di welfare della nostra città- dichiara l’assessora al Welfare del Comune Cristina Lodi- La giustizia riparativa non è un percorso isolato, ma si inserisce a pieno titolo nelle politiche sociali di prossimità che stiamo promuovendo. Garantire i Livelli Essenziali delle Prestazioni significa non lasciare solo nessuno: né chi ha subito un trauma e chiede ascolto, né chi deve intraprendere un percorso di reinserimento e consapevolezza. Grazie alla co-progettazione con il Terzo Settore, attiviamo un presidio che non si limita ad assistere, ma rigenera il tessuto umano, intercettando le fragilità prima che diventino marginalità e offrendo alla comunità strumenti reali di cura e coesione sociale».

«Destinare questo immobile comunale alla giustizia riparativa racchiude una precisa scelta politica e ideale- dichiara l’assessore al Patrimonio Davide Patrone- Crediamo fermamente che i beni pubblici debbano essere lo spazio in cui si riducono le disuguaglianze e si costruisce l’uguaglianza sostanziale. La giustizia riparativa supera la logica puramente punitiva, che spesso finisce per emarginare i più deboli, e mette al centro il superamento del conflitto attraverso il dialogo e la responsabilità collettiva. Restituiamo questo spazio alla città sottolineando questo aspetto di ricucitura delle fratture e di coesione sociale».

La giustizia riparativa risponde a un modello organizzativo di prossimità alle comunità territoriali. L’accesso a questi programmi è un diritto garantito non solo alla vittima e all’autore dell’offesa, ma a chiunque vi abbia interesse: familiari, persone di supporto, enti, associazioni e rappresentanti degli enti locali.

I programmi mirano a promuovere il riconoscimento della vittima, la responsabilizzazione dell’autore del reato e la ricostituzione dei legami sociali interrotti. Le attività del Centro, configurate come Livelli Essenziali delle Prestazioni per garantirne l’uniformità sul territorio, saranno gestite da mediatori esperti iscritti all’elenco nazionale, supportati da un massimo di tre interpreti per garantire la piena accessibilità linguistica.

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