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COMUNE DI GENOVA * : «CONSIGLIO COMUNALE DISCUTE DI AFFIDO FAMILIARE E DIRITTI, VERDE PUBBLICO E SICUREZZA NEI TRASPORTI»

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17.31 - martedì 3 marzo 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Il consiglio comunale odierno si è aperto, come di consueto, con la discussione degli artt. 54, interrogazioni a risposta immediata.

**Affido a persone singole, affido anziani, nuovo centro affidi, vicinanza solidale e linee di indirizzo**

C’è una delibera sull’affido a mio avviso incostituzionale, perché si parla di affido diretto a famiglie tradizionali. Mi è stato detto che, nonostante questa limitazione, l’indicazione agli Uffici è sempre stata procedere come prevede la Costituzione. La prima responsabilità di un’istituzione è di mettere a regime una delibera non anticostituzionale e promuovere uno strumento che metta al centro la genitorialità. Il tema è che chi si ha davanti, per poter affiancare un bambino, deve avere capacità genitoriale: ciò vale anche nei confronti degli anziani. Crediamo molto nel tema dell’affido e sappiamo che Genova risponde sempre con la sua solidarietà, ma questi strumenti vanno implementati, anche per garantire sostegno alla famiglia di origine, affinché l’affido familiare possa essere un affiancamento, in attesa che la famiglia di origine riesca a rinforzarsi e il minore possa tornarvi. Sul tema anziani, invece, lo strumento conta molto sul valore degli operatori sociali, ma deve diventare anche una battaglia politica, per ridurre l’istituzionalizzazione degli anziani. Infine, le famiglie devono essere supportate dai servizi, da una rete che li aiuti per le spese aggiuntive, perché il carico sulle famiglie è diventato troppo pesante.

È questa la risposta dell’assessora al Welfare Cristina Lodi alle interrogazioni dei consiglieri Edoardo Marangoni (PD) e Maria Luisa Centofanti (Riformiamo Genova) aventi ad oggetto le nuove linee di indirizzo sull’affido familiare e la vicinanza solidale, con focus su affido a persone singole, anziani, nuovo centro affidi e minori in stato di fragilità.

**Piante giardini Peragallo e in via Martiri della Libertà a Pegli**

Rispetto al tema delle associazioni ambientaliste che a detta di qualcuno “non si incatenano più agli alberi”, al di là del fatto che la critica andrebbe rivolta alle stesse associazioni e non al Comune, come Amministrazione siamo convinti della necessità di operare, in materia di verde pubblico, secondo una logica di trasparenza, comunicazione e informazione alla cittadinanza, cosa su cui in passato si è sempre fatta una certa fatica. Per esempio, nel caso del recente abbattimento del pino domestico della passeggiata di Nervi – una ferita enorme per la cittadinanza e per l’Amministrazione, trattandosi di un albero di particolare pregio – per la prima volta abbiamo dato applicazione all’articolo del regolamento comunale del Verde che consente, a chiunque ne faccia richiesta, di entrare in area di cantiere per controllare di persona lo stato di ammaloramento della pianta oggetto di abbattimento: ciò per dare evidenza delle prove e degli approfondimenti sulla pianta che sono stati richiesti ad Aster – anche questo per la prima volta, proprio come il consentire l’ingresso della cittadinanza in area di cantiere – prima di procedere al taglio, in linea con il nostro dovere di dare risposte chiare alle preoccupazioni, più o meno legittime, che ci pervengono dalle persone. Gli ambientalisti esistono ancora: a cambiare, probabilmente, è invece la relazione che sussiste tra l’Amministrazione, i cittadini e le associazioni che riportano delle problematiche. Per quanto riguarda invece le alberature di via Martiri della Libertà e dei Giardini Peragallo, a Pegli, nel primo caso è prevista la ripiantumazione dei due aceri e del pero abbattuti dalla tromba d’aria dello scorso novembre: l’intervento verrà eseguito in primavera. Più complessa la situazione ai Giardini Peragallo, dove le nuove palme impiantate da Aster sono state attaccate da nuovi agenti patogeni, nello specifico la Paysandisia. L’obiettivo, al quale stiamo già lavorando, è di portare nuove specie arboree all’attenzione della Soprintendenza che, essendo i Giardini Peragallo un’area soggetta a vincolo, deve dare il nulla osta. La questione sarà portata al Tavolo tecnico con Soprintendenza, Aster e Ufficio comunale del Verde per capire che iter seguire e quali nuovi alberi impiantare.

È questa la risposta dell’assessora al Verde urbano Francesca Coppola all’interrogazione del consigliere di Vince Genova Mauro Avvenente in cui “Si chiede di conoscere tempi e modalità per il reimpianto delle piante morte ormai da mesi nei giardini Peragallo e quelle in via Martiri della Libertà a Pegli”.

**Infiltrazioni d’acqua nella cripta dell’arco di trionfo e mancata sostituzione del dispositivo “Sanitrit”**

Mi sembra opportuno ricostruire lo storico di queste segnalazioni, che non avvengono solo in questa circostanza, ma hanno una storia che arriva fino dalla fine dell’anno 2024. È stata interessata la direzione Cultura, anche perché marginalmente è una nostra competenza dal momento che l’apertura è limitata a una singola occasione, una volta al mese, in occasione della celebrazione. Mi sono consultato con il collega Ferrante, per i lavori pubblici, per la dimensione che attiene alla tutela del manufatto. Perquanto riguarda il “sanitrit”, già segnalato a febbraio del 2025, è intervenuto l’ufficio manutenzione della direzione Cultura, e su sua segnalazione il giorno 18 febbraio 2026 è stato effettuato un sopralluogo, dal quale è emerso che il servizio funzioni regolarmente: nel caso ci fossero altri malfunzionamenti, ci faccia pervenire le segnalazioni. Al momento a noi risulta che sia tutto risolto. Per quanto riguarda le infiltrazioni, invece, la segnalazione è arrivata alla direzione Lavori pubblici il 4 aprile dello scorso anno. Il fatto che ci fosse una infiltrazione, quindi, era noto da tempo, e si è resa necessaria anche l’interdizione in via precauzionale di una delle scalinate di accesso. Per quanto riguarda invece l’infiltrazione che lei segnala sopra l’altare, si è intervenuti tempestivamente sotto due profili: cercando di limitare quelli che possono essere i danni al patrimonio e ovviamente interdicendo in parte l’area interessata per evitare danni alle persone. La nostra attenzione sul manufatto, come vede, è storicamente di lunga data perché coinvolge più direzioni da prima che la nostra amministrazione si insediasse: è un problema noto, abbiamo adottato un monitoraggio più serrato e approntato misure di sicurezza sia per i manufatti che per le persone e gli scopi per cui è preposto questo spazio ed è stata fatta una richiesta affinché l’elenco degli interventi venga inserito con un titolo nel piano triennale dei lavori pubblici.

È questa la risposta dell’assessore alla Cultura Giacomo Montanari all’interrogazione del consigliere di Orgoglio Genova Vincenzo Falcone in cui si legge: “Premesso che: nella cripta dell’arco di trionfo, in particolare nel tratto centrale della sala dove è collocato il grande crocifisso, è presente da tempo una perdita/infiltrazione d’acqua ben visibile, che rischia di compromettere sia la struttura sia il decoro del luogo, oltre a rappresentare un potenziale pericolo per i visitatori; la cripta dell’arco di trionfo è un luogo di rilevanza storica, simbolica e cerimoniale per la città ed il permanere di infiltrazioni e di impianti non adeguati può arrecare danni al patrimonio e compromettere la fruibilità degli spazi; interroga la sindaco e la giunta comunale: per sapere se l’amministrazione sia a conoscenza dell’infiltrazione d’acqua presente nella cripta dell’arco di trionfo, se sia previsto un intervento di riparazione e se si intenda procedere alla sostituzione del suddetto impianto e in quali tempi”.

**Misure di sicurezza sul trasporto pubblico**

Intanto esprimo vicinanza per il giovane accoltellato, con un augurio di pronta guarigione. L’episodio richiede una riflessione seria e un impegno condiviso con tutte le istituzioni e non si può affrontare solo con strumenti repressivi. Occorrono, ad esempio, più fondi per il disagio giovanile, la povertà educativa, le fragilità che non si curano solo con la repressione. Questi temi rientrano nelle competenze dell’ordine pubblico e quindi sono gestite da questure e prefetture. La Polizia Locale ha uno strumento, ovviamente, per poter agire in materia e noi già da novembre abbiamo avviato il progetto “Sicurezza in movimento”, che ha visto controlli su tutte le linee urbane, con agenti in borghese e in divisa, 200 tra ufficiali e agenti impiegati, 45 pattuglie e 130 linee controllate, 658 mezzi, 862 persone. 11 le denunce, 3 gli arresti, 55 violazioni tra penali e amministrative. Le aggressioni agli autisti sono passate da 14 a 5, i disagi ai passeggeri da 36 a 18, 9 i danneggiamenti, danni ai mezzi invece azzerati. Quindi dati molto positivi.

È questa la risposta dell’assessora alla Polizia Locale e alla Sicurezza urbana Arianna Viscogliosi all’interrogazione del consigliere del Partito Democratico Enrico Vassallo in cui si “Interroga la giunta comunale per conoscere quali progetti e misure operative siano stati attivati dal comune per la sicurezza sul trasporto pubblico (anche in Valpolcevera). E, in particolare, quale esito concreto tali interventi abbiano prodotto in termini di controlli, criticità rilevate e riduzione di episodi analoghi, considerato che nella serata del 28 febbraio 2026 si è verificato un grave episodio di accoltellamento a bordo di un autobus AMT linea 7 a Rivarolo, con coinvolgimento di minori, e per sapere se, alla luce dell’accaduto, si intendano adottare ulteriori misure integrative o correttive”.

**Onere di presentazione di attestazione ISEE per l’accesso alle prestazioni sociali agevolate**

È a partire dal regolamento che è stato approvato nel 2021, deliberazione di sua proposta, che è partito l’iter per cominciare a chiedere l’attestazione di ISEE a tutte le famiglie a prescindere dal fatto che questa possa fare peso sul calcolo. La sollecitazione che è stata mandata è per i casi che non avevano ancora inviato l’ISEE. Forse non ricorda, ma ho esattamente applicato quanto lei stesso aveva sollecitato, cioè l’applicazione del regolamento. Le ricordo anche, nello specifico, che sono stati fatti mettere tra le prestazioni sociali che richiedevano sempre e obbligatoriamente l’ISEE, anche se non faceva calcolo per il contributo, i servizi a supporto di persone anziane, con disabilità, alloggi protetti e trasporti. Noi abbiamo ulteriormente lavorato con la Consulta per le disabilità per rassicurare le famiglie, perché non c’era stata continuità nelle richieste. La delibera nasce da norme nazionali, un obbligo per gli enti: l’ente non può mettere o togliere l’ISEE per la compartecipazione se non per quello demandato dalla legge. Quello che voglio sottolineare è che la presentazione dell’ISEE non si traduce nell’applicazione dello stesso come strumento per la definizione della compartecipazione. Ad oggi stiamo facendo l’approfondimento delle contribuzioni richieste dalla precedente Amministrazione per vedere che siano in regola e bilanciate nella giusta maniera nei confronti dei nuclei che hanno meno possibilità economica.

È questa la risposta dell’assessora al Welfare Cristina Lodi all’interrogazione del consigliere di Forza Italia Mario Mascia in cui si “Interroga la giunta comunale su motivi e scopi richiesta di presentazione attestazione ISEE ordinario o sociosanitario ai fruitori del servizio di accompagnamento personalizzato per persone adulte con disabilità”.

**Situazione bando ERP 2025**

Riconosco al consigliere Vacalebre di essersi speso molto, in passato, sul tema dell’edilizia residenziale pubblica, a differenza del governo che lascia gli enti locali completamente soli rispetto al tema fondamentale dell’abitare, come dimostra la mancanza di investimenti sui fondi nazionali per la morosità incolpevole e sul sostegno alle locazioni. Ad oggi, per quanto riguarda le richieste di assegnazione di alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica, sono pervenute circa 3.300 domande, in linea con i bandi ERP fatti dalla precedente Amministrazione. L’istruttoria procedere con regolarità: si prevede di stilare la graduatoria provvisotia a maggio e quella definitiva entro luglio. Nel 2025 c’è stata una flessione nell’assegnazione degli alloggi rispetto all’annualità precedente: parliamo di 130 assegnazioni fatte nel 2025, mentre quest’anno ne prevediamo oltre 200. Nel dettaglio, 78 nuovi alloggi sono già stati consegnati dall’area tecnica alla direzione Politiche della casa: nel 2026 saranno disponibili altri 55 alloggi ristrutturati di proprietà comunale e altri 55 di proprietà Arte. Stiamo lavorando anche sul tema dell’autorecupero rispetto al quale saranno resi disponibili altri 50 alloggi grazie all’esecuzione di piccoli interventi di manutenzione ordinaria. L’obiettivo per il 2026, ribadisco, è di superare quota 200 alloggiconsegnati. Ma lavoriamo alacremente anche sul fronte dell’efficientamento energetico del patrimonio di ERP attraverso i residui della misura M7 del PNRR. La procedura è estremamente complicata, un partenariato su cui deve esprimersi il dipartimento competente del ministero al fine di provvedere alla riqualificazione energetica degli alloggi di via Novella e Begato. Annuncio anche la prossima attivazione dell’Osservatorio permanente sul fabbisogno abitativo, per andare a colmare le lacune del passato attraverso un’attività di programmazione in base all’analisi dei dati relativi al fabbisogno abitativo nella nostra città. Infine, stiamo per strutturare con tutte le realtà interessate al tema, dai sindacati degli inquilini ai piccoli proprietari, passando per ordini professionali, amministratori di condominio ed Ance, il Tavolo istituzionale permanente per la co-progettazione delle politiche abitative.

È questa la risposta dell’assessore alle Politiche della casa Davide Patrone all’interrogazione del consigliere di Fratelli d’Italia Valeriano Vacalebre in cui si “Interroga la giunta comunale: in merito al bando di assegnazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica, in particolare sul numero delle unità abitative disponibili, sulle domande presentate e la tempistica di attuazione dell’istruttoria”.

**Nuova piazza a San Quirico**

Abbiamo ricevuto questa mozione un mese e mezzo fa e ci sembrava importante e interessante proporla all’interno della giunta itinerante. Come ricordato e come anche citato all’interno nella mozione stessa, per noi era importante iniziare a parlare dei centri storici diffusi e con la delibera della scorsa settimana abbiamo iniziato a dare le linee guida di indirizzo per riconoscere i centri storici. La mozione di San Quirico andava esattamente in questa direzione, quella di trovare quegli ambiti di rigenerazione urbana all’interno dei perimetri identificati come centri storici delle altre delegazioni. Durante la giunta itinerante abbiamo svolto anche un sopralluogo per capire quali spazi potevano essere interessanti e dove poter ospitare la richiesta di questa nuova piazza e chiaramente, a San Quirico, gli spazi sono particolarmente limitati. Sarà interessante capire come anche la messa a disposizione di spazi privati possa poi diventare a tutti gli effetti una rigenerazione urbana in cui privato e pubblico possano partecipare insieme per portare degli ambiti di rigenerazione. Quello che faremo nelle prossime settimane è iniziare a dar vita ai tavoli di partecipazione e di coprogettazione, perché gli ambiti di rigenerazione devono essere trovati insieme ai Municipi, alle associazioni e ai territori che portano all’attenzione queste proposte. Abbiamo ricevuto anche diverse mail da parte delle reti associative, richieste di incontro per parlare e per trovare insieme quelle che devono essere le soluzioni ottimali. Su questo l’Amministrazione ha chiaramente tutta la volontà di costruire un percorso insieme.

È questa la risposta dell’assessora all’Urbanistica e alla Città dei 15 minuti Francesca Coppola all’interrogazione del consigliere Filippo Bruzzone della lista Silvia Salis Sindaco in cui si legge: “Ricordati gli atti approvati e quanto visionato nel corso della giunta itinerante si chiede quali siano le azioni che la civica amministrazione voglia intraprendere per una nuova piazza a san Quirico”.

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