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AVS – ALLEANZA VERDI SINISTRA: «REFERENDUM. BONELLI E FRATOIANNI (AVS) SCRIVONO AL PRESIDENTE AGCOM, PREOCCUPATI PER LE FAKE NEWS VEICOLATE SUI SOCIAL. CHIESTO INCONTRO.»

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14.10 - lunedì 2 marzo 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Siamo molto preoccupati per le notizie che si sono susseguite nelle ultime settimane: in primo luogo, con la pubblicazione delle circa tre milioni di pagine relative al “caso Epstein”, abbiamo appreso delle mosse di Steve Bannon – tra i maggiori protagonisti dell’estrema destra americana e mondiale, membro del consiglio di amministrazione di Cambridge Analytica, animatore del movimento MAGA e collaboratore a più riprese del Presidente Trump – volte alla destabilizzazione dell’Unione Europea attraverso il sostegno economico alle forze politiche euroscettiche, tra queste la Lega del Vicepresidente del Consiglio Matteo Salvini.

In secondo luogo, e grazie all’inchiesta di IrpiMedia e Wired Italia, siamo venuti a conoscenza del supporto a Esperia Italia, pagina social che in pochi mesi ha raggiunto centinaia di migliaia di visualizzazioni presentandosi come canale di informazione indipendente e alternativa ai media tradizionali, da parte di ambienti politici e professionali strettamente legati al Governo.

In terzo luogo, con lo studio del professore Fabio Giglietto (Università di Urbino), intitolato Meta’s Political Content Reduction Policy and Italian Parliamentarians’ Facebook Visibility, abbiamo potuto approfondire il contributo decisivo che il “filtro” algoritmico introdotto da Meta a partire dal 2021 ha dato all’affermazione e alla diffusione della voce degli estremisti di destra, a discapito delle/dei parlamentari, dallo stesso “filtro” largamente penalizzati.

Vorremo sapere come l’Autorità di Garanzia intende vigilare sulla corretta applicazione delle norme europee che regolano la diffusione di messaggi di carattere politico sulle piattaforme digitali. Più in particolare: il Digital Services Act, approvato dal Parlamento europeo il 5 luglio del 2022; il Code of Conduct on Disinformation, introdotto nel 2018 con il Code of Practice on Disinformation e poi rafforzato, nel 2022, con l’obiettivo di essere riconosciuto ai sensi del Digital Services Act; il Regolamento UE 2024/900, che disciplina la trasparenza e il targeting della pubblicità politica, applicabile dal 10 ottobre 2025.

In particolare, ricordiamo che fra le azioni previste da queste norme c’è la riduzione degli incentivi finanziari per chi diffonde disinformazione facendo in modo che i responsabili della disinformazione non beneficino di introiti pubblicitari. Oltre che puntare l’attenzione sui nuovi comportamenti manipolativi (account fasulli, bot o deep fake malevoli che diffondono disinformazione). Infine c’è la necessità di garantire la trasparenza della pubblicità politica, con obblighi di trasparenza: nome dello sponsor; importo speso per lo spot politico; la provenienza dei fondi utilizzati; la correlazione tra il messaggio pubblicitario e le elezioni o i referendum pertinenti.

Per tutti questi motivi i leader di Avs hanno chiesto un incontro urgente, infine, vista la imminente scadenza referendaria sulla giustizia (22-23 marzo) dove in queste prime settimane in molti casi sui social è stato dispiegato l’uso dell’intelligenza Artificiale e delle fake news per sostenere il ‘Sì’ al referendum sulla giustizia e poi la campagna elettorale per le elezioni politiche del 2027 che, dal referendum in poi, entrerà pienamente nel vivo.

È inquietante che tecnologie avanzate e fortemente opache, già utilizzate negli Stati Uniti – aggiunge Elisabetta Piccolotti – possano trovare spazio, direttamente o indirettamente, nei sistemi di paesi europei, a partire dal nostro, con operazioni di propaganda finalizzate a condizionare l’opinione pubblica con campagne fondate sul falso e che agiscono principalmente sulle reazioni emotive. Occorre fare chiarezza fino in fondo.

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