Di Luca Franceschi
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Angelo Bonelli, deputato di AVS e co-portavoce di Europa Verde, ha espresso una profonda preoccupazione riguardo alle rivelazioni emerse dall’inchiesta della Procura concernente il Ponte sullo Stretto di Messina. Secondo quanto dichiarato dal parlamentare, i fatti venuti alla luce rappresenterebbero una situazione di gravità straordinaria, in particolare per i presunti tentativi di influenzare la decisione della Corte dei Conti sulla delibera CIPESS relativa all’infrastruttura siciliana.
Bonelli ha sottolineato che Saccomanno, fino a poco tempo prima rimosso dalle sue funzioni di commissario della Lega in Calabria e componente del Consiglio di Amministrazione della società Stretto di Messina, aveva occupato una posizione strategica nel progetto. Il deputato ha ricordato di aver depositato presso la Procura di Roma il sesto esposto integrativo appena tre settimane fa, evidenziando che le procedure adottate dal Governo violerebbero le normative italiane ed europee in materia di appalti pubblici e tutela ambientale.
L’esponente di Europa Verde ha denunciato atteggiamenti ostruzionistici da parte dell’Esecutivo, il quale avrebbe negato l’accesso a atti e documenti destinati alla Corte dei Conti, compiendo scelte gestite nella massima segretezza. Bonelli ha criticato il fatto che persino un parlamentare sia stato privato di documentazione relativa ai passaggi intercorsi con la magistratura contabile.
Secondo la ricostruzione di Bonelli, il Governo, a partire da Salvini, avrebbe esercitato pressioni considerevoli per ottenere la pubblicazione della delibera CIPESS in Gazzetta Ufficiale. Questa decisione, a suo dire, avrebbe generato diritti a favore della società costruttrice, esponendo lo Stato italiano al pericolo di sanzioni di miliardi di euro, nonostante il progetto utilizzi valutazioni risalenti al 1997 e mancherebbe di studi sismici aggiornati.
Il focus economico della questione riguarda la ripartizione dei 14 miliardi di euro stanziati per l’opera. Il progetto originario prevedeva un finanziamento diviso tra fondi privati al 60 per cento e pubblici al 40 per cento, mentre l’attuale gestione del Governo ha trasferito completamente il carico finanziario sullo Stato, secondo le affermazioni di Bonelli. Questa scelta viene giudicata inaccettabile dal deputato, che sottolinea come il Paese avrebbe esigenze primarie ben diverse.
Bonelli ha pertanto chiesto che il Governo interrompa immediatamente qualsiasi procedimento relativo al Ponte sullo Stretto. Ha inoltre evidenziato l’importanza di chiarire se si tratti di un episodio isolato oppure se il Paese corra il rischio di trovarsi di fronte a una corruzione strutturale e diffusa. Infine, ha ribadito che i 14 miliardi di euro dovrebbero essere reindirizzati verso le reali priorità nazionali: il potenziamento della sanità pubblica, il miglioramento della scuola e il consolidamento del sistema pensionistico.
