Di Luca Franceschi
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Giorgia Meloni intende trasformare l’emergenza abitativa che affligge gli italiani in una sorta di piattaforma finanziaria aperta ai fondi sovrani stranieri, come quello emiratino Mubadala, potenzialmente in vista di investimenti da parte di soggetti quali Kushner, il genero di Trump, notoriamente esperto in operazioni di speculazione immobiliare. Secondo Angelo Bonelli, parlamentare di AVS e co-portavoce di Europa Verde, questa non rappresenta un piano casa autentico, bensì un’iniziativa volta a favorire la speculazione immobiliare su scala internazionale.
La realtà italiana presenta un quadro completamente diverso dalle priorità evidenziate dal governo. Nel paese sono presenti infatti 8 milioni e mezzo di abitazioni sfitte, una cifra che evidenzia come il vero problema non sia l’offerta immobiliare, ma piuttosto l’accessibilità economica. Bonelli sottolinea che l’approccio corretto dovrebbe consistere nell’investimento di risorse pubbliche significative per mettere a disposizione dei cittadini alloggi a canone controllato.
Un piano casa effettivamente pubblico e sociale avrebbe potuto prevedere l’acquisizione di immobili già esistenti e la loro destinazione a prezzi calmierati, in particolare per quella fascia di ceto medio progressivamente impoverita, che si trova in una condizione intermedia: troppo povera per accedere al mercato libero, ma non sufficientemente indigente per i parametri dell’edilizia popolare tradizionale.
I 14,5 miliardi di euro destinati al progetto del Ponte sullo Stretto potrebbero essere impiegati alternativamente per l’acquisto di oltre sessantamila abitazioni già disponibili sul mercato, da assegnare immediatamente a canoni agevolati. Il governo Meloni ha scelto invece di proseguire nel consumo di suolo, nonostante l’Italia già registri un tasso di consumazione di 2,7 metri quadrati al secondo.
Ciò che il paese necessita realmente è un piano casa fondato su principi pubblici e sociali, non un ulteriore mercato finanziario speculativo costruito attorno al diritto all’abitazione. Dopo quattro anni di gestione governativa, l’esecutivo non ha implementato alcuna riforma strutturale sul diritto alla casa. Meloni ritorna a fare propaganda, questa volta sfruttando l’appeal dei grandi investitori internazionali. Tuttavia, gli italiani che non riescono a sostenere il costo degli affitti non hanno realmente bisogno di fondi sovrani provenienti dal Golfo: hanno urgentemente bisogno di uno Stato che destini risorse pubbliche concrete e significative al potenziamento dell’edilizia popolare.
