Di Luca Franceschi
///
L’inchiesta di Report, in onda questa sera, solleva interrogativi di straordinaria gravità che il Parlamento e il Governo non possono permettersi di ignorare. Qualora venisse confermato che Meta ha raccolto e trattato dati personali di oltre 6 milioni e mezzo di utenti italiani in relazione alle elezioni politiche del 2022, si porrebbe la questione ancora più critica del comportamento di alcuni membri del Garante della Privacy, accusati di aver frenato le sanzioni anziché tutelare i cittadini. In tal caso, ci troveremmo di fronte a un fatto davvero sconcertante.
Tuttavia, emerge una domanda centrale che non può essere elusa: costituirebbe questa situazione uno dei motivi per cui la Presidente Meloni si rifiuta di prendere le distanze da Donald Trump? È possibile che il Governo abbia necessità del sostegno delle grandi piattaforme digitali, da X a Facebook, per costruire e rafforzare il proprio consenso elettorale? Potrebbe esistere un patto non dichiarato tra la destra italiana e l’area trumpiana?
A sollevare questi quesiti è Angelo Bonelli, deputato AVS e co-portavoce di Europa Verde, che sottolinea come la questione vada molto al di là della sovranità nazionale. “Qui si rischia di consegnare pezzi della nostra democrazia agli interessi delle grandi multinazionali e alle strategie di leader stranieri”, afferma.
In conclusione, gli italiani hanno il diritto inalienabile di sapere se il loro voto è libero e consapevole. Con questa inchiesta, quel diritto fondamentale viene messo seriamente in discussione.
