Di Luca Franceschi
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Secondo Angelo Bonelli, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra e co-portavoce di Europa Verde, è necessario correggere il linguaggio utilizzato per descrivere la proposta fiscale in discussione. Piuttosto che definirla “patrimoniale”, sarebbe più appropriato chiamarla “imposta progressiva sui grandi patrimoni”, poiché non si tratterebbe di un prelievo che interesserebbe la generalità dei cittadini italiani. La misura riguarderebbe esclusivamente coloro che posseggono fortune superiori a 5,4 milioni di euro, una quota molto ristretta della popolazione pari allo 0,1%, corrispondente a circa 50.000 contribuenti che nel loro complesso detengono ricchezze che superano i 500 miliardi di euro.
Riccardo Staglianò ha recentemente pubblicato il volume “Tassare i milionari”, presentato presso la Camera dei Deputati, nel quale analizza approfonditamente questa proposta. Il testo fornisce una spiegazione chiara e dettagliata della misura, che viene sostenuta da anni dalle forze politiche di Europa Verde e Alleanza Verdi e Sinistra, in sinergia con l’organizzazione internazionale Oxfam.
Bonelli sostiene che la destra utilizza il termine “patrimoniale” come strumento comunicativo per provocare timori nella classe media, mentre in realtà la proposta mira a ottenere un contributo proporzionale da chi ha accumulato enormi ricchezze. Questo diventa particolarmente rilevante in un contesto nazionale caratterizzato da crescenti disuguaglianze, dove milioni di persone incontrano difficoltà significative nel portare a termine il mese.
Secondo l’analisi di Oxfam, l’implementazione di questa proposta consentirebbe di generare introiti superiori ai 13 miliardi di euro su base annuale. Questi fondi verrebbero destinati a settori cruciali come il sistema sanitario pubblico, l’istruzione, i programmi di contrasto alla povertà, la transizione verso un modello economico ecologicamente sostenibile e la diminuzione della pressione tributaria su attività lavorative e imprenditoriali. Si tratta, secondo questa prospettiva, di una misura che risponde a principi di equità nel sistema fiscale: coloro che possiedono maggiori risorse economiche dovrebbero contribuire in misura maggiore, senza interferire con il risparmio e i patrimoni della stragrande maggioranza della popolazione italiana.
Bonelli conclude affermando che il momento è opportuno per avviare un dibattito costruttivo e rigoroso, privo di semplificazioni retoriche e di messaggi propagandistici. Perpetuare la protezione dei privilegi di una minoranza comporterebbe il mantenimento di una situazione in cui il carico fiscale continua a gravare in modo significativo su lavoratori dipendenti, pensionati e operatori economici. Al contrario, la sua formazione politica propugna l’istituzione di un sistema tributario caratterizzato da maggiore equità, attraverso il quale finanziare adeguatamente il settore sanitario e quello scolastico pubblici e consentire un incremento dei livelli retributivi dei lavoratori italiani, che rimangono tra i più contenuti in ambito europeo.
