Di Luca Franceschi
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Angelo Bonelli, deputato di AVS e co-portavoce di Europa Verde, attacca duramente una norma contenuta nel Decreto sicurezza. Secondo il parlamentare, l’emendamento che prevede un compenso di 615 euro agli avvocati solo nel caso in cui il migrante sia effettivamente rimpatriato rappresenta una violazione dei principi costituzionali. La critica si concentra sul fatto che il riconoscimento economico non viene stabilito per tutelare un diritto fondamentale, bensì per incentivare il raggiungimento di un risultato specifico: la partenza del richiedente.
Bonelli evidenzia come questa disposizione stravolga la natura stessa della funzione difensiva, pieghendola agli obiettivi dell’esecutivo. In questo modo, sostiene il deputato, si colpisce un principio cardine dello Stato di diritto e si mette in discussione l’indipendenza professionale dell’avvocato, che dovrebbe operare esclusivamente nell’interesse del proprio cliente. Per questi motivi il parlamentare chiede il ritiro della norma.
A sostegno della posizione critica interviene anche il Consiglio nazionale forense, che ha preso pubblicamente le distanze dalla misura, chiarendo di non aver partecipato alla sua elaborazione. L’avvocatura nel suo complesso ha manifestato forti perplessità, ritenendo che non si tratti di una semplice norma tecnica, ma di una deriva autoritaria e illiberale che trasforma la difesa legale in uno strumento nelle mani del potere esecutivo.
Bonelli conclude il suo intervento sottolineando come il governo continui a concentrare i propri sforzi contro i migranti mentre mascheravano il fallimento nelle politiche di sicurezza. Nonostante l’aumento dei reati, l’esecutivo risponderebbe con propaganda e normative ingiuste anziché affrontare seriamente la criminalità. Su tutto il decreto sicurezza, il deputato di AVS annuncia una battaglia intransigente, senza concessioni.
