Di Luca Franceschi
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Angelo Bonelli di AVS è intervenuto in Aula per criticare duramente il decreto sicurezza, definendolo “il più grande pasticcio della storia della Repubblica”. Secondo il parlamentare, il provvedimento rischia di essere invalidato, mentre contemporaneamente il Governo ha umiliato l’Istituzione parlamentare impedendo una discussione autentica su una misura ritenuta fondamentale.
Il rappresentante di AVS ha denunciato uno “scontro istituzionale senza precedenti” promosso dalla destra. Bonelli ha sottolineato come le affermazioni del sottosegretario Mantovano, il quale ha dichiarato che “il caso è chiuso” mentre il Quirinale sta ancora valutando la questione, rappresentino una forzatura inaccettabile e una indebita pressione nei confronti del Capo dello Stato.
Bonelli ha inquadrato il decreto sicurezza come il quinto della serie, caratterizzato principalmente da propaganda finalizzata a inasprire le sanzioni penali e colpire i migranti. Tuttavia, ha evidenziato che la sicurezza reale nel Paese non migliora, come dimostrano gli episodi di rapine registrati a Napoli e Roma.
Il parlamentare ha collegato la centralità della sicurezza nel dibattito governativo a una strategia di distrazione dai veri problemi del Paese. Ha rimarcato come la presidente Meloni ricorra al tema della sicurezza dopo quattro anni di governo proprio per evitare di affrontare la crisi economica e sociale che affligge l’Italia, caratterizzata da stipendi tra i più bassi in Europa e un debito pubblico fuori controllo. Inoltre, ha criticato le scelte di bilancio del Governo, orientate verso l’aumento delle spese militari.
Bonelli ha ulteriormente criticato l’operato della destra nel settore della lotta alla criminalità, sostenendo che abbia effettivamente indebolito questa attività. Come esempi ha citato l’eliminazione del reato di abuso d’ufficio, che favorirebbe i corruttori e i concussori, e la riduzione del ricorso alle intercettazioni, oltre alla sistematica disattenzione verso i richiami provenienti dalle istituzioni europee.
In conclusione, Bonelli ha espresso la convinzione che il decreto governativo abbia “alte probabilità di saltare”.
