(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Che il Governo stia trasformando l’Italia verso una vera e propria economia di guerra non ci sono più dubbi per chi ancora li aveva. La scelta di destinare il 5% del Pil alla spesa militare significa sottrarre, nei prossimi anni, centinaia di miliardi di euro alle vere priorità del Paese: la lotta alla povertà, alla sanità pubblica, agli stipendi tra i più bassi d’Europa e all’istruzione.
La proposta del ministro Crosetto di reintrodurre la leva – abolita nel 2005 – rappresenta un salto all’indietro che va nella stessa direzione: quella di trasformare i nostri giovani in soldati invece che in medici, insegnanti, ingegneri, educatori. In Italia esiste già un esercito pienamente operativo e l’arruolamento avviene su base volontaria. Allora cosa significa voler riesumare la leva? Perché imporre la divisa a una generazione che chiede futuro, lavoro dignitoso, diritti e non militarizzazione?
L’Italia secondo il Global Firepower Index, e’ la decima potenza militare mondiale e dispone di una delle maggiori capacità militari.
Noi diciamo con forza che questa strada non è percorribile, non in nostro nome e non con il nostro voto.
