Di Luca Franceschi
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Salvini sostiene che il Ponte sullo Stretto potrebbe avvalersi del meglio dell’ingegneria mondiale e che il progetto sarebbe ormai ultimato. Secondo Angelo Bonelli, deputato di AVS e co-portavoce di Europa Verde, si tratta dei soliti annunci caratteristici dell’armata Brancaleone salviniana, mentre la situazione concreta presenta tutt’altri aspetti.
La realtà dei fatti, secondo quanto riporta Bonelli, è diversa da quanto dichiarato dal ministro. La Corte dei Conti ha evidenziato una violazione della direttiva europea in materia di appalti e ambiente. Inoltre, l’Anac, in un parere acquisito dal Parlamento, ha stabilito che è necessario rifare completamente la gara europea, non soltanto perché il progetto risale al 1992, ma anche perché ha superato il 50% del valore del bando di gara del 2009.
I costi dell’opera sono lievitati considerevolmente nel corso degli anni. Il bando di gara del 2009 aveva un valore di 3,9 miliardi di euro, mentre attualmente il costo è arrivato a 14,5 miliardi. Un aumento notevole che riflette le difficoltà e i problemi riscontrati nel percorso attuativo dell’infrastruttura.
Bonelli evidenzia inoltre come l’unico effetto tangibile del Ponte sino ad oggi sia stato l’aumento degli stipendi dei dirigenti della società Ponte sullo Stretto. Una norma ad hoc è stata introdotta al fine di consentire di superare il limite ordinario di 240 mila euro annui stabilito per le posizioni dirigenziali.
In conclusione, Bonelli rivolge un appello al ministro Salvini, invitandolo a compiere un atto di generosità rinunciando al progetto del Ponte e indirizzando le risorse stanziate verso settori prioritari. Le alternative proposte includono investimenti nella sanità, nella difesa del suolo dal rischio idrogeologico, nel settore energetico e nella creazione di decine di migliaia di nuovi posti di lavoro.
