(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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«I dati del Censis sono una fotografia cruda del Paese reale, ben lontana dalla propaganda di Meloni e Giorgetti che nascondono la crisi sociale ed economica. Dal 2007 ad oggi il valore reale delle retribuzioni è crollato dell’8,7%, il potere d’acquisto del 6,1%. Altro che ‘Italia che riparte’: è un’Italia più povera e più diseguale.
Questo significa che i lavoratori guadagnano meno, che gli stipendi sono stati erosi dall’inflazione, che chi già era fragile ora è precipitato. 3 milioni di italiani vivono in deprivazione materiale — circa 3 milioni di famiglie — e 5,8 milioni di persone sono in povertà assoluta non riescono a pagare le bollette, a mettere in tavola un pasto adeguato o a curarsi. Questa è l’Italia che la presidente Meloni nasconde.
Quando i dati ci dicono che una quota enorme di italiani rinuncia a visite specialistiche, esami diagnostici e farmaci per ragioni economiche, siamo di fronte a un’emergenza civile. Un Paese che permette che il diritto alla salute diventi un privilegio ha tradito la sua Costituzione.
E mentre tutto questo accade, il governo regala soldi alle banche, riduce le tasse a chi è già privilegiato e decide di spendere 100 mld di € in armi e 14 mld a buttare miliardi per il Ponte sullo Stretto, invece di alzare i salari e sostenere chi non arriva a fine mese.
Oggi il Censis certifica ciò che vediamo nelle piazze, negli ospedali, nei supermercati: un’Italia impoverita, stanca, che chiede risposte. Servono salari più alti, un salario minimo, investimenti sul welfare, sanità accessibile, edilizia popolare e transizione ecologica che generi lavoro vero. Se non si cambia rotta, questa frattura sociale diventerà irreversibile.»
