Di Luca Franceschi
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Angelo Bonelli, deputato di AVS e co-portavoce di Europa Verde, critica duramente la strategia energetica del governo Meloni, accusandolo di utilizzare il nucleare come una cortina fumogena per celare l’assenza di risultati concreti nel settore energetico. Secondo Bonelli, si tratta di una tattica politica collaudata: promettere soluzioni a lungo termine per distogliere l’attenzione dai fallimenti attuali, rimandando il problema a un futuro lontano, almeno 15 anni, quando il nucleare potrebbe teoricamente diventare operativo.
L’esponente verde sottolinea l’inconsistenza del progetto nucleare citando l’esperienza francese, considerata la più avanzata in questa tecnologia. La centrale di Flamanville, infatti, ha richiesto 18 anni per essere completata anziché i 7 programmati, mentre i costi hanno subito un incremento esponenziale, moltiplicandosi quasi per quattro, da circa 3 miliardi fino a quasi 20 miliardi di euro.
Di fronte a questa realtà, Bonelli pone una domanda diretta: perché il governo non procede allo sblocco dei 1.700 impianti di energie rinnovabili attualmente fermi? Secondo il deputato, queste infrastrutture potrebbero condurre il Paese verso una vera autonomia energetica in tempi ragionevoli. Bonelli ricorda che alla fine del 2022, Elettricità Futura aveva proposto l’installazione di 60 gigawatt di energie rinnovabili in due anni e mezzo. Se il governo avesse dato il proprio assenso, l’Italia avrebbe potuto ridurre la propria dipendenza dal gas di 15 miliardi di metri cubi, una quantità equivalente alla somma totale delle importazioni provenienti dal Qatar e dagli Stati Uniti.
Bonelli evidenzia anche l’insostenibilità economica del nucleare per il contesto italiano. Il costo del nucleare ammonta a 170 euro per megawattora, mentre l’energia solare e quella eolica si attestano intorno ai 60-70 euro per megawattora, rappresentando quindi un’alternativa economicamente molto più vantaggiosa.
Riguardo ai reattori modulari, Bonelli insiste nel dire la verità: si tratta ancora di prototipi. Ne esistono soltanto due esemplari nel mondo, uno in Cina e uno in Russia, collocato addirittura su una nave. Affidare la soluzione dell’attuale crisi energetica a una tecnologia che potrà trovare applicazioni solo tra quindici anni non rappresenta una vera strategia di governo.
Bonelli sostiene che l’abbassamento dei costi energetici possa essere raggiunto attraverso le energie rinnovabili. Tuttavia, comincia a nutrire il dubbio che il governo non voglia procedere in questa direzione perché il sistema del gas garantisce profitti straordinari, oscillanti tra 70 e 80 miliardi di euro, ai quali nessuno sembra disposto a rinunciare. Le fonti energetiche rinnovabili, sole e vento, sono gratuite per definizione: i benefici potrebbero riverbersi direttamente su cittadini, famiglie e imprese. Bonelli descrive questa situazione come uno scontro di portata storica sull’energia, nel quale il governo Meloni ha scelto di stare dalla parte sbagliata.
