(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Dopo il ciclone Harry, che ha messo in ginocchio Calabria e Sicilia, il Sud deve fare i conti con l’arrivo di Ulrike. Parliamo di territori già colpiti duramente nelle scorse ore, dove si registrano esondazioni, frane, famiglie isolate, evacuazioni e danni ingenti.
Siamo dentro una vera e propria guerra climatica, che il governo continua a ignorare, una tropicalizzazione del clima. A destra lo chiamano maltempo ma la realtà è che hanno ignorato gli allarmi della scienza sulla crisi climatica e si è smesso di investire sulla difesa del suolo e la sua messa in sicurezza che significa garantire incolumità alle popolazioni: negli ultimi tre anni e mezzo i danni provocati dagli eventi meteo estremi hanno superato i 30 miliardi di euro. Chi si è succeduto nei governi ha rinunciato a fare prevenzione preferendo pagare danni per decine di miliardi di euro. Il Piano di adattamento climatico non è finanziato e quindi non serve a nulla.
A questo si aggiunge un ritardo gravissimo: la Carta Geologica d’Italia in scala 1:50.000 (progetto CARG) è incompleta e copre solo circa il 50% del territorio nazionale. Una lacuna che incide direttamente sulla sicurezza dei cittadini, perché limita la capacità di prevenire dissesti idrogeologici, frane e altri rischi naturali. Ad esempio la carta geologica della Sicilia risale alla fine dell’Ottocento e, nella nuova mappatura, manca ancora circa metà del territorio, compresa l’area di Niscemi. Disporre di una carta aggiornata significa sapere dove è sicuro costruire e dove no, dove intervenire prioritariamente, dove rafforzare il territorio. Mancano 200 mln di euro per completare la Carta Geologica d’Italia, ma si trovano 14 miliardi per il Ponte sullo Stretto.
