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AVS – ALLEANZA VERDI SINISTRA: «BONELLI, CARBURANTI: DECRETO FARSA, REGALO AI PETROLIERI PAGATO DAGLI ITALIANI.»

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11.40 - giovedì 19 marzo 2026

Di Luca Franceschi
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Il decreto carburanti viene definito come una misura che prende sistematicamente in giro i cittadini italiani. La riduzione di 25 centesimi sul prezzo dei carburanti, prevista per una durata di venti giorni con un costo complessivo di quasi 600 milioni di euro, ricadrà interamente sulle spalle dei contribuenti, lasciando completamente indenni i petrolieri. Si tratta, dunque, di un ennesimo trasferimento di risorse pubbliche verso le casse delle società energetiche.

Un ulteriore aspetto criticabile emerge dall’analisi dell’articolo 3 del provvedimento. Qui viene stabilita una sanzione pari allo 0,1% del fatturato giornaliero, ma la norma non è stata pensata per colpire chi aumenta arbitrariamente i prezzi. La sanzione scatta piuttosto nei confronti di chi non rispetta le procedure di comunicazione dei prezzi, che inoltre non potranno subire variazioni durante la medesima giornata. Considerato che il fatturato giornaliero nel settore dei carburanti ammonta a circa 200 milioni di euro, la sanzione massima ipotizzabile si fermerebbe a soli 200 mila euro. Una cifra del tutto irrisoria, incapace di rappresentare un deterrente reale.

La questione assume una dimensione ancora più grave sul piano politico. Sin dall’inizio del mandato, il governo Meloni ha deliberatamente scelto di non introdurre alcuna tassazione sugli extraprofitti realizzati dalle società energetiche, che nel periodo compreso tra il 2022 e il presente hanno accumulato utili per oltre 80 miliardi di euro. Nello stesso arco temporale, i pensionati, le famiglie e le imprese hanno dovuto sopportare un raddoppio delle bollette energetiche.

Le scelte compiute dal governo hanno chiaramente favorito gli interessi delle lobby del gas, mettendo da parte le necessità degli italiani. Si è verificato un aumento della dipendenza energetica del Paese dal gas proveniente dagli Stati Uniti, dall’Arabia Saudita e dall’Algeria. È stato inoltre smantellato il sistema di tassazione sugli extraprofitti precedentemente introdotto dal governo Draghi, consentendo al contempo il persistere del salasso economico legato al caro energia per anni interi.

Parallelamente a questi provvedimenti, il governo ha bloccato lo sviluppo delle energie rinnovabili. L’anno 2025 si è concluso con una contrazione del 27% nelle installazioni di impianti rinnovabili. Il decreto bollette, nello specifico all’articolo 7, introduce meccanismi che arrivano a bloccare fino al 72% delle future autorizzazioni per la realizzazione di infrastrutture sostenibili. Questa scelta politica risulta particolarmente miope, poiché mantiene l’Italia in uno stato di dipendenza dal gas e la espone alle speculazioni sui mercati energetici.

Tali conseguenze rispecchiano fedelmente le politiche dichiaratamente anti-climatiche della destra di stampo globale, di cui la presidente Meloni rappresenta l’interprete principale nel contesto italiano. Lo stesso giorno a Bruxelles, la presidente del Consiglio ha avanzato la richiesta di sospendere l’ETS, lo strumento che risulta fondamentale per accelerare il processo di transizione energetica e ridurre la dipendenza dal gas. Una simile richiesta è stata definita folle, tanto più che ha determinato l’isolamento dell’Italia nel contesto europeo.

Emerge un contrasto stridente tra le dichiarazioni e i comportamenti. Meloni si proclama patriota, ma le sue azioni la configurano come patriota prevalentemente quando si schiera con gli interessi americani, risultando invece estranea e sfavorevole agli interessi degli italiani.

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