(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
///
Prendiamo atto che la presidente Meloni ha cambiato idea in meno di quarantotto ore dopo aver annunciato l’adesione dell’Italia al cosiddetto Board of Peace, come dichiarato nell’intervista rilasciata a Porta a Porta. Un dietrofront che conferma ciò che denunciavamo da tempo: quell’adesione era ed è in palese contrasto con l’articolo 11 della Costituzione.
Quello che colpisce, però, è il silenzio assordante della presidente del Consiglio su un punto decisivo: questo Board è di fatto una creatura privata di Donald Trump, che ne sarà presidente anche quando non lo sarà più degli Stati Uniti. Non è un’iniziativa di pace, ma un’operazione di pura speculazione politica e finanziaria sulla pelle del popolo palestinese che calpesta il diritto internazionale. La prova è semplice e scandalosa: per entrarvi bisogna pagare un miliardo di dollari, un prezzo che serve a finanziare i progetti immobiliari di Trump. Da Meloni, su questo, non una parola.
Non siamo sorpresi. A Gaza si continua a morire ogni giorno e dalla presidente del Consiglio non arriva nemmeno una parola di condanna. Figuriamoci sanzioni contro chi uccide civili, nonni e bambine. Questa è la cifra di una politica estera totalmente asservita a Trump, priva di autonomia, di coraggio e di umanità.
A questo punto è chiaro che le bozze del documento di strategia di sicurezza nazionale statunitense, circolate mesi fa, erano vere: Donald Trump punta su Giorgia Meloni per indebolire e disgregare l’Europa. Le scelte del governo italiano lo confermano, a partire dalla politica energetica che ci rende sempre più dipendenti dagli Stati Uniti, sostituendo una dipendenza con un’altra.
La presidente Meloni venga immediatamente in Parlamento a spiegare al Paese queste scelte, il suo silenzio su Gaza, il suo rapporto di subalternità con Trump e perché l’Italia dovrebbe prestarsi a operazioni opache mascherate da iniziative di pace. La democrazia parlamentare non è un optional.
